Per mia esperienza è meglio sopravvalutare che sottovalutare l’importanza e la
potenza della comunicazione.
La comunicazione interna ed esterna ha effetti psicosomatici e pragmatici
(cioè genera, fa produrre azioni, ci spinge all’azione).
Ecco degli
esempi:
• l’umorismo, le battute ci possono far ridere, fanno
scaturire in noi un effetto psicosomatico, cioè che dalla psiche produce
effetti sul soma (corpo), il riso può produrre effetti, spasmi così potenti da
non essere a volte controllabili e possono farci cambiare l’umore.
Ecco un esempio famoso tratto dal film Brian di Nazareth di Monty Python.
Le parole di un discorso possono far esaltare una massa, al
di là di essere d’accordo o meno con i contenuti, ecco un esempio recente,
dove il premio Nobel Dario Fo, parla dopo Beppe Grillo, in piazza Duomo a
Milano.
Le parole dette da una persona o da se stessi possono far
piangere, soffrire, commuovere, e smuovere quanto di buono c’è in noi.
In questo video Randolph Frederick Pausch, conosciuto come Randy
Pausch, sintetizza in 10 minuti quando aveva detto nella sua famosissima
conferenza, relativa al discorso abituale che veniva tenuto presso la sua
università, con argomento: l’ultimo discorso di un uomo che sta per morire.
Nel suo caso la cosa era drammaticamente vera, affrontata con un spirito
ammirevole, esemplare, e toccante.
Altri esempi di quanto può essere potente la Comunicazione
sono collegati alle credenze, e superstizioni, come ad esempio: voodoo, dove
una persona può ancore morire (letteralmente di paura), oppure i malocchi e
quant’altro. Ovviamente il potere del voodoo e del malocchio, non sta nella
comunicazione in se ma nella mediazione del credere (quindi credere) che
quella comunicazione abbia un effetto, (questo a dire in realtà lo è per quasi
ogni cosa).
Voglio potare un ultimo e definitivo esempio per dimostrare quanto
l’importanza della Comunicazione sia legata alla vita, all’esistenza
stessa del genere umano. Quanto vada ben oltre alla cultura, e venga
prima del fatto di conoscere o meno una lingua, degli insegnamenti. E
dimostrare infine come “la comunicazione” sia una “condicio sine qua non“, (“condizione senza la quale non, [ci può
essere]”) l’esistenza umana.
Questa prova e conoscenza
Paul Watzlawick
ci racconta <1>
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| Paul Watzlawick |
che ci perviene già dagli scritti del cronista di Federico II,
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| Federico II |
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| Salimbene da Parma |
il quale più di 750 anni fa, ci narra di un esperimento ordinato
personalmente dall’imperatore
Federico II, con il quale voleva trovare una risposta alla domanda quale sia la naturale
lingua originaria dell’uomo.
A questo scopo egli fece allevare un certo numero di neonati da balie a cui
erano state date istruzioni rigorose: esse dovevano prendersi cura dei bambini
in ogni maniera, ma, nei loro confronti e in loro presenza, astenersi
completamente dall’uso del linguaggio.
Grazie alla creazione di questo vuoto linguistico,
Federico II, sperava di giungere a stabilire se i bambini avrebbero cominciato a parlare
spontaneamente greco, latino o ebraico.
Purtroppo l’esperimento rimase incompiuto; fu, per dirlo con le parole
di Salimbene, “fatica vana, perché i fanciulli morirono tutti”. <2>
Più di sette secoli dopo René Spitz,
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| René Spitz |
psicoanalista austriaco naturalizzato statunitense, che studiò il ruolo
formativo della madre, tramite l’osservazione diretta dell’interazione
madre-bambino; con i suoi studi su:
-
il marasma infatile è un tipo di malnutrizione che si ritiene causata dall’insufficiente
dell’apporto di proteine. - l’ospedalismo <3> studia gli influssinegativi della
protratta (lunga) degenza in ospedale, dovuti in parte all’isolamento dal
comune ambiente sociale; nel caso specifico è riferito al comportamento
di bambini cresciuti in brefotrofi nei quali la carenza affettiva determinava turbe caratteriali più o meno gravi.
- Brefo-trofo, è composta dalla parola greca Brèphos che
vuol dire infante, e dalla parola Trophè che vuol dire nutrimento, educazione,
cura. Il brefotrofio è l’istituto che accoglie e alleva i neonati illegittimi, abbandonati o
in pericolo di abbandono. Si distingue dall’orfanotrofio, che è invece la struttura di accoglienza dove sono accolti ed educati i
bambini orfani, e a cui vengono anche affidati minori abbandonati o
maltrattati dai genitori naturali.
Dagli studi di Spitz sui bambini ospedalizzati, cioè inseriti in
situazioni di deprivazione di stimoli, elaborò la teoria sulla depressione
anaclitica (depressione infantile con tendenza all’autoaggressività, dovuta a
carenza d’amore materno) e descrisse in ordine progressivo, temporale i
comportamenti che si manifestavano nei bambini che venivano separati dalla
persona che si prendeva cura di loro.
- Nel primo mese: lamentele e richiami;
- Nel Secondo mese: pianto e
perdita di peso;- Nel Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia,
ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica , perdita continua di
peso;- Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico.
Questi sintomi scompariranno solo quando il bambino ritrova la madre o trova
qualcuno che volesse prendersi cura di lui. Un trauma del genere non si
risolve del tutto in poco tempo, anzi qualora non dovesse essere superato
Spitz afferma, e dimostra, la presenza di ritardi di sviluppo nella totalità
dei soggetti osservati e di un aumento del tasso di mortalità.Fonte:
wikipedia
Come concluse Paul Watzlawick,
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| Paul Watzlawick |
questi studi fornirono la moderna spiegazione del catastrofico risultato
dell’esperimento di
Federico II relativo a quello che oggi chiamiamo psicolinguistica.
In Conclusione.
Attraverso la comunicazione possiamo evocare emozioni. E le emozioni sono
quelle che ci fanno prendere le decisioni.
Prova di questo viene dagli studi clinici della psichiatria. Emblematico fu il
caso di un paziente che a causa di un trauma cranico avuto durante un
incidente automobilistico, riportò un danno all’amigdala, che è una parte del cervello che gestisce le emozioni. A causa di
questo danno, questa persona non riusciva più a prendere decisioni.
Pertanto -> La comunicazione evoca e provoca emozioni -> Le emozioni ci
fanno prendere decisioni.
Letto questo vorrei vedere chi ha ancora il coraggio di chiamare la
“Comunicazione”:
fuffa, o fumo senza arrosto!
Comunicazione intesa sia come Retorica, o Psicologia, o PNL, o Comunicazione
Pubblicitaria. In ogni campo e ambito.
Un ultima considerazione.
Prendersi il tempo per saperne di più sulla propria comunicazione interna, ed
esterna:
attraverso la lettura o lo studio della antica ma sempre potentissima
Sofistica e Retorica e filosofia di:
| Foto | ||||
| Nome | Protagora | Socrate | Platone | Aristotele |
| Linea del tempo | 486-411 a.C. | 470-399 a.C. | 428-347 a.C. | 384-322 a.C. |
- oppure della moderna
Programmazione Neuro Linguistica (da
Richard Bandler
e
John Grinder
in poi), -
o della
Psicolinguistica o della Psicologia (da
Milton Erickson, alla
scuola di Palo Alto
in poi), -
o della Comunicazione Strategica, o Problem Solving Strategico (da
Paul Watzlawick a
Giorgio Nardone), - o della Comunicazione Persuasiva (maggiore esponente Robert Cialdini),
vi porterà ad una più ampia comprensioni di se stessi e degli altri, della
vostra comunicazione intera ed esterna, dell’effetto che fa su di voi stessi
e sugli altri.
Note Bibliografiche:
<1> Paul Watzlawick, Il linguaggio del
Cambiamento, Elementi di Comunicazione Terapeutica, Feltrinelli editore,
settima edizione 2010, pagina 12, 13.
<2> Salimbene, La bizzarra cronaca di Frate Salimbene, Carabba, Lanciano 1926.
<3> Spitz, René A. Die Entstehung der ersten Objektbeziehungen, 2 ed. Ernst Klett, Stuttgart 1960, (tradotto in italino:
Il primo anno di vita, Armando ed., Roma 1973).
Parole chiave: Comunicazione, Educazione
29/01/2022 data pubblicazione
seconda edizione.
20/03/2013 Prima edizione









