Spesso uso questa metafora per spiegare
cos’è la creatività:
la creatività è un muscolo.
Tuttavia essendo questa una “riduzione di senso” è monca di un’altro concetto
fondamentale, cioè
la creatività è come un linguaggio, più frasi conosci, più ricco sarà il
tuo modo di esprimerti.
Vediamo di capire insieme cosa racchiudono questi due aforismi…
La metafora, la creatività è un muscolo,
mi serve per far capire che la creatività ha bisogno di allenamento per
acquisirne la maestria artistica.
Arte deriva da Arto.
Tant’è che nella stessa parola “arte” o “maestro d’arte”, il senso originario
del termine era di acquisita Maestria con l’Arto, prima che mutasse verso
significati metafisici che ci rendono la comprensione meno immediata. Pertanto, come possiamo vedere, nel significato originale “Maestro d’Arte” è colui che
produceva in genere manufatti con gli Arti, con la forza delle braccia e con
le mani. È colui che ha allenato ed educato le gesta delle proprie
articolazioni, dei propri muscoli per fare in modo che riescano a produrre una
musica, un quadro, una statua, del ferro battuto, cucire un tessuto, scrivere,
cucinare, massaggiare. Mi fermo qui perché potrei andare avanti con migliaia e
migliaia di esempi diversi.
Lo stesso
Michelangelo Buonarroti, nella sua opera “La Creazione di Adamo“, realizzata più di 500 anni fa, nel 1510, ha
voluto simboleggiare l’atto creativo attraverso due arti
(nell’azione di toccarsi).
La seconda metafora:
la creatività è come un linguaggio, più frasi conosci, più ricco sarà il
tuo modo di esprimerti.
Mi è utile per spiegare l’importanza dell’acquisire “fraseggio”. Il linguaggio è quando di più creativo ha l’uomo, ed è parte di noi. Tutti comunichiamo, e
la comunicazione è qualcosa di incredibilmente creativo, solo che i più non ci
pensano.
L’errore da evitare è di attribuire capacità creative solo ai
maestri.
Molti attribuiscono capacità creative solo ai maestri dello scrivere magari
come
Shakespeare, o altri, ritengono maestri quelli capaci di distillare dalla comunicazione
e cristallizzare in gemme di significato racchiuse negli aforismi.
Ogni comunicazione è un espressione della creatività.
Ogni comunicazione è un gesto incredibilmente creativo di una bellezza che a
fermarci a pensarci un attimo è qualcosa di meraviglioso. Perché la
maggior parte della massa dell’universo non comunica, solo una piccolissima
parte di questa, cioè gli esseri viventi comunicano. E solo una parte ancora
più piccola comunica solo per il piacere di farlo.
Come evitare di credersi senza capacità creative?
Quando sento dirmi da una persona che “non è creativa”, so che sta esprimendo
un pensiero molto riduttivo e limitante, mi sta dicendo qualcosa del genere:
“credo che la creatività sia qualcosa come quelle cose che vedo nei quadri, o
sento nella musica, io non credo di sapere disegnare, né di suonare quindi
(ergo) non sono creativo”.
• E se il problema in realtà fosse solamente sostituire questo pensiero
(opinione) per scoprirsi molto creativi?
Perché magari è un “Maestro d’Arti”, magari è un muratore che sa come tirare
su un muro dritto e solido, magari è un programmatore che sa scrivere del
codice software, o magari è una cuoca che sa cucinare con le sue mani dei
manicaretti.
Un musicista come un pittore, hanno dovuto fare migliaia di gesti al giorno
per raggiungere la maestria che hanno ottenuto, per riuscire a educare le
proprie mani (arti) ad eseguire quei movimenti che gli permettono di produrre
le loro “composizioni” artistiche. Ho usato volutamente il
termine “composizione” perché l’arte è “composta” da una moltitudine di gesti
artistici o meglio articolari, entro i quali abbiamo sensibilizzato,
discriminato, fatto delle scelte di gusto personale.
Scoprire di essere sempre stati creativi.
Questo mi ricorda un esempio raccontato da
Paul Watzlawick all’inizio del suo libro
Il linguaggio del cambiamento:
Nella commedia di Molière “Il borghese gentiluomo”, Monsieur Jourdain vuole scrivere alla sua amata un billet doux (letteralmente biglietto dolce, anche lettera d’amore) e chiede per questo
l’aiuto del suo precettore. Questi vorrebbe prima di tutto sapere se il
biglietto deve essere scritto in prosa o in versi. Dapprima Monsieur
Jourdain scarta entrambe le possibilità; ma quando gli viene spiegato che
non ne esiste una terza, fatica a riprendersi dallo stupore nell’apprendere
di aver parlato per quarant’anni in prosa senza saperlo.
Durante i miei corsi ballo mi capitano situazioni simili quando inizio a
spiegare il ritmo. Ci sono persone che credono di non avere il senso del ritmo
e del tempo, e quando spiego loro che ognuno di noi ha in se delle capacità
innate di senso del ritmo perché le parole, il linguaggio è composto da parole
che comprendono già tutti gli elementi di base del ritmo, e che per parlare i
nostri muscoli del viso si muovono usando ritmi semplici e complessi, molti
rimangono stupefatti dall’apprendere di essere già padroni del ritmo senza
saperlo.
Il vantaggio della metafora “la comunicazione è come un
linguaggio”.
Il vantaggio di credere che la creatività è simile ad un linguaggio, ci aiuta
a comprendere che se abbiamo più modi per esprimere la stessa cosa, vuol dire
riuscire a acquisire più possibilità di discriminazione cioè più capacità di
percepire in modo sensibile quale sfumatura vogliamo scegliere di esprimere
creativamente. Grazie a questa capacità acquisita, appresa, più ricca
sarà la nostra capacità creativa.
Per raggiungere questo livello c’è bisogno prima di imparare quante più
“frasi” e distinzioni possibili, attraverso un percorso di apprendimento ed
esplorazione.
Un’esempio che mi piace fare è quello del Jazz. Il Jazz è una dei modi più
complicati e raffinati di suonare musica. Anche nel Jazz quando decidiamo di
approcciare a questo stile, una delle prime cose da apprendere sono le diverse
“frasi musicali” di diversi autori, in modo da arricchire la nostra capacità
di esprimere fraseggi musicali.
In sintesi.
Come abbiamo visto, il primo passo è imparare le parole che compongono il
linguaggio creativo, o in altri ambiti, i gesti, i movimenti. Il secondo passo
è fare tanta pratica (rafforzare il muscolo), e soprattutto giocare e
divertirsi mentre lo facciamo.
E, importante, qualsiasi cosa iniziate a fare, ricordatevi della metafora
del bambino che impara a camminare:
per imparare a camminare bisogna, provarci, cadere, e rialzarsi,
finché
i muscoli e l’equilibrio diventano forti,
tanto da farci poi correre e
saltare.
Buona creatività a tutti.
Parole chiave: Comunicazione, Creatività, Definizioni, Distinzioni,
Educazione, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione,
percezione.
28/01/2022 data pubblicazione seconda edizione.
17/03/2013 Prima
edizione



