DETERMINAZIONE = De-TERMINA-AZIONE cioè DI TERMINARE L’AZIONE.
Il linguaggio che è la forma di comunicazione dell’intelligenza ha una
componente che a volte sottovalutiamo è cioè a volte viene complicato o lo
complichiamo.
Pertanto quando cerchiamo di capire quali siano le caratteristiche
di una qualità come quella che viene chiamata “determinazione” è buona
pratica partire dall’etimo, cioè dall’origine del termine.
Perché in esso quasi sempre troviamo la semplice sintesi delle intenzioni di
significato di colui o coloro che lo hanno inventato. I termini che usiamo poi
nel tempo possono assumere sfumature di significato oppure addirittura subire
interpretazioni che ci sviano perché cambiano il significato originale.
Come fare per evitare confusioni? Evitiamo di farci sviare e
torniamo all’intento originale.
Vedrai che questa frase ha, in questo contesto, un duplice intento di
significato.
Nel caso di DE-TERMINA-AZIONE possiamo notare nella parola stessa, l’intento
originale, cioè descrivere che la persona è una di quelle che TERMINA LE
AZIONI che quindi le porta a compimento, non si fa sviare da altre DISTRAZIONI
(DIS-TR-AZIONI da DIS=che indica allontanamento, separazione, e
TRAZIONI=Tirare).
Quindi per acquisire la qualità di persona DETERMINATA, dobbiamo imparare a
ELIMINARE le Distrazioni, e rimanere concentrati sul TERMINARE le AZIONI che
abbiamo deciso di COMPIERE.
Agendo in questo modo potremo collegare alla propria definizione di se in modo
rafforzativo di:
- essere determinati.
Ricordo che quando usiamo il verbo essere spingiamo una definizione o una
qualità nella nostra identità e l’identità, cioè la descrizione di se è ciò
che ci aiuta o rema contro nel fornirci la benzina, l’energia, la convinzione
per raggiungere i nostri obiettivi e sentirci bene di sentirci SODDISFATTI (SO
DI AVER FATTO).
In definitiva per far diventare nostra la DETERMINAZIONE (cioè la capacità di
portare a termine le azioni che abbiamo deciso di compiere) dobbiamo agire su
2 elementi fondamentali.
-
Il primo e più importante elemento è di tipo interno, cioè dobbiamo
evitare di auto-sabotarci internamente EVITANDO di dirci cose come: “io non sono una persona determinata” perché, come ho spiegato prima tutto ciò che
affermiamo internamente usando il verbo essere (io non sono)
tende ad attaccarsi alla nostra creazione della nostra identità interna. E
ciò che attacchiamo all’identità interna se lo diciamo internamente in modo
ripetuto può diventare una CREDENZA, o peggio una Credenza rafforzata
cioè una CONVINZIONE (CON-VINCERE) e internamente la nostra mente farà di
tutto per allineare le nostre azioni a questa credenza.Quello
che spesso sfugge ai più è che il linguaggio interno che usano sono sempre
SCELTE, e spesso sono PESSIME SCELTE, a volte pessime abitudini acquisite
dall’ambiente in modo inconsapevole.Possiamo in estrema sintesi
affermare che per essere determinati il primo passo è impegnarsi nel tenere
sotto controllo il proprio linguaggio interno. Perché ciò che facciamo fuori
di noi, le nostre azioni, le nostre scelte, sono sempre l’espressione del
nostro mondo interiore. -
Il secondo elemento è di tipo esterno. Dobbiamo evitare di farci
attrarre dalle distrazioni. Come? Controllando il proprio linguaggio
interno, le proprie credenze e quindi convinzioni, ovvero prendendo il
controllo del nostro TIMONE INTERNO, del nostro volante interno, e tenere la
barra dritta verso l’obiettivo che abbiamo scelto di raggiungere.
Luca mi stai dicendo che l’unico modo per diventare determinati è controllare
il proprio linguaggio interno per evitare di auto-sabotarsi e di perdersi
nelle distrazioni?
Per fortuna non funziona così l’apprendimento o l’acquisizione di questa capacità. Se noti nella cultura umana l’apprendimento da quando uno nasce, cresce, la nostra evoluzione ci ha portato ad acquisire apprendimenti e quindi capacità da FUORI VERSO DENTRO e non viceversa. Questo è stato il nostro modello evolutivo vincente. Quindi quello che sopra ho descritto è il TRAGUARDO FINALE di un processo di apprendimento.
Una volta che abbiamo appreso che il modello di apprendimento EVOLUTIVAMENTE VINCENTE per l’uomo è quello di apprendere da fuori verso dentro ALLORA il primo passo da compiere trovare chi può insegnarci come diventare ciò che vogliamo diventare, che sia questa cosa diventare “determinati” o qualsiasi altra cosa.
Quindi Luca mi stai dicendo che devo trovare un maestro di terminazione per imparare a diventare determinato?
DIPENDE. Dipende dal tuo personale percorso. Ti faccio un esempio per cercare di essere più chiaro. Nella mia vita, per curiosità prima, divertimento nel mentre e passione poi ho imparato negli anni vari tipi di ballo. Ogni volta che ho cominciato un percorso di apprendimento l’ho fatto apprendendo da “maestri” cioè da coloro che erano più esperti me (che è la corretta definizione di maestro a mio parere).
Capisci che spesso non ha senso riscoprire tutto da zero, o reinventare la ruota da zero, soprattutto quando chi ha già le conoscenze può trasferircele in modo più veloce ed efficace.
Detto ciò man mano che acquisiamo nella nostra vita degli apprendimenti, possiamo ad un certo punto decidere che ci sentiamo abbastanza “confidenti” da poter procedere in modo esplorativo da soli. Perché abbiamo acquisito un “MEDOTO” cioè un MODELLO di comportamento efficace.
In ogni caso per terminare questo articolo, il consiglio che mi sento di darci (a te che stai leggendo e a me stesso, perché chi scrive in realtà scrive in primo luogo sempre per se stesso), è di accorgerci se abbiamo bisogno di STIMOLI ESTERNI per apprendere un nuovo comportamento efficace, nuovi modelli di comportamento.
Questi stimoli esterni possono essere forniti da “maestri, insegnanti” oppure anche da stimoli esterni (come se fossero maestri, insegnanti esterni che ci pungolano) che abbiamo attivato al di fuori di noi stessi per rimanere concentrati.