Confermo tutto quanto detto in questo video e si ci insegnano a non piangere. Perché veniamo cresciuti imparando a
diventare “uomini” o ometti e a non piangere, ad essere forti a non mostrare i nostri
sentimenti.
In genere pure nostro padre non li mostra per niente, nemmeno con
noi nel momento in cui diventiamo abbastanza grandi da dimenticare l’affetto
degli abbracci che ci dava quando eravamo dei pargoli.
E così poi quando abbiamo a che fare con il sesso femminile, con le donne,
facciamo dei gran casini. Ho sempre pensato che quelli che sono cresciuti con
una sorella maggiore abbiano avuto più chance per imparare ad essere più
empatici ed a comprendere meglio le donne.
Lo so che dipende, che ogni storia è una storia a se. In ogni caso i miei
amici non mi hanno mai visto o sentito piangere e non ho nemmeno memoria di
pianti dei miei migliori amici.
Mentre le donne che ho amato nei momenti più critici delle relazioni mi hanno
visto piangere, oppure ho pianto da solo. Il tutto parte da piccoli, da una
semplice frase: “non piangere” ed impari che i bambini forti non piangono, non
mostrano le loro emozioni “lacrimogene” brutte o belle che siano.
Trascrizione Video
00:00
Essendo un attore, ricevo dei copioni e il mio lavoro è rispettarli dire le
mie battute e dare vita a un personaggio inventato da qualcun’altro. Nel
corso della mia carriera, ho avuto il grande onore di interpretare il ruolo
di alcuni dei più grandi modelli maschili rappresentati in televisione.
Forse mi riconoscerete come “Escort maschile #1”.(Risate)
“Il Fotografo Stupratore”, “Stupratore a torso nudo” dal film pluripremiato
“Spring Break Shark Attack”.(Risate)
“Specializzando a torso nudo” “Stronzo Pompato a torso nudo” e, nel mio
ruolo più famoso, Rafael.(Applausi)
Un ex-playboy malinconico che si innamora, pensate, di una vergine e che è a
torso nudo solo occasionalmente.(Risate)
Ora, questi ruoli non rappresentano il tipo di uomo che sono realmente, ma è
questo che amo della recitazione. Posso vivere dentro personaggi molto
diversi da me. Ma ogni volta che ricevevo uno di questi ruoli, mi
sorprendevo perché la maggior parte degli uomini che interpreto trasudano
machismo carisma e potere e quando mi guardo allo specchio, non è come vedo
me stesso. Ma era come Hollywood mi vedeva, e nel corso del tempo ho notato
un parallelismo tra i ruoli che interpretavo, essendo uomo, sullo schermo e
fuori.Ho finto di essere un uomo che non sono per tutta la mia vita. Ho fatto
finta di essere forte quando mi sentivo debole, di essere sicuro di me,
quando mi sentivo insicuro e duro, quando in realtà soffrivo. Credo di aver
messo su una sorta di teatrino per molto tempo, ma sono stanco di recitare.
E posso dirvi adesso che è estenuante cercare di essere abbastanza uomo per
tutti, di continuo. Giusto?(Risate)
Il mio amico mi capisce.
Ora, da quando ho memoria, mi è stato detto che tipo di uomo sarei dovuto
diventare. Da bambino, tutto quello che volevo era essere accettato dagli
altri bambini, ma essere accettato significava condividere questa visione
quasi disgustata del femminile, e poiché ci dicevano che il femminile era
l’opposto del maschile, dovevo scegliere se rifiutare di rispecchiare queste
qualità, o essere rifiutato a mia volta. Questo è il copione che ci viene
dato. Giusto? Le ragazze sono deboli e i ragazzi sono forti. Questo è ciò
che viene comunicato inconsciamente a centinaia di milioni di ragazzi e
ragazze in tutto il mondo, come è stato per me.Bene, sono venuto qui oggi per dire, da uomo che questo è sbagliato, è
tossico, e deve finire.(Applausi)
Ora, non sono qui per farvi lezione di storia. Credo che tutti sappiamo come
siamo arrivati qui, ok? Sono solo uno che a 30 anni si è svegliato e ha
capito di vivere in uno stato di conflitto, conflitto con chi sento di
essere nel profondo e conflitto con quello che il mondo mi dice che dovrei
essere. Non ho il desiderio di rientrare nell’attuale e imprecisa
definizione di mascolinità perché non voglio essere solo un brav’uomo.
Voglio essere un buon essere umano. E credo che l’unico modo per farlo sia
per noi non solo accogliendo le qualità che ci hanno detto essere femminili,
ma anche difendendole, per supportare e imparare dalle donne che li
incarnano.Ora, uomini!
(Risate)
Non voglio dire che tutto quello che abbiamo imparato sia tossico, ok? Non
dico che ci sia qualcosa di naturalmente sbagliato in voi o me e uomini, non
dico di smettere di essere uomini. Ma abbiamo bisogno di equilibrio, no? Ci
serve equilibrio, e le cose cambieranno solo se daremo uno sguardo vero e
onesto ai copioni che ci sono stati tramandati di generazione in generazione
e ai ruoli che, da uomini, scegliamo di interpretare nel nostro quotidiano.Parlando di copioni, il primo copione che ho ricevuto è arrivato da mio
padre. Mio padre è fantastico. È amorevole, gentile, sensibile,
incoraggiante, è qui.(Applausi)
Sta piangendo.
(Risate)
Ma scusa, Papà, da bambino lo odiavo per questo perché lo incolpavo di
rendermi debole, cosa non tollerata nella piccola città in Oregon dove ci
eravamo trasferiti. Perché essere buono significava esser preso di mira. Mio
padre non era tradizionalmente virile, così non mi ha insegnato a usare le
mani. Non mi ha insegnato a cacciare, fare a botte, sapete, cose da uomini.
Invece mi ha insegnato ciò che sapeva: che essere un uomo aveva a che fare
col sacrificio e fare tutto il possibile per provvedere alla famiglia e
averne cura. Ma c’è un altro ruolo che ho imparato da mio padre che, ho
scoperto, lo ha appreso da suo padre un Senatore, che a un certo punto
dovette fare il bidello di notte per supportare la famiglia senza dirlo a
nessuno. Quel ruolo era di soffrire in segreto. E ora, tre generazioni dopo,
mi ritrovo a recitare lo stesso ruolo. Perché mio nonno non poteva
rivolgersi a un altro uomo e chiedere il suo aiuto? Perché mio padre ancora
oggi pensa di dover fare tutto da solo? Conosco un uomo che morirebbe
piuttosto che dire a un altro uomo che sta soffrendo. Ma questo non succede
perché siamo tipi forti e silenziosi. Non è così, molti di noi uomini sono
bravi a farsi degli amici e a parlare basta che non sia di cose personali.06:03
(Risate)
Se si tratta di lavoro o sport, politica o donne. non ci sono problemi a
dire la nostra, ma se si tratta delle nostre insicurezze o battaglie della
nostra paura di fallire, allora è quasi come se ci paralizzassimo. Almeno, è
così per me.Uno dei modi che uso per esercitarmi a non comportarmi più così, è creare
esperienze che mi obblighino ad essere vulnerabile. Quindi se c’è qualcosa
di cui mi vergogno personalmente, mi esercito a buttarmici a capofitto, non
importa quanto spaventoso sia e a volte, anche pubblicamente. Perché facendo
così azzero il suo potere, e la mia dimostrazione di vulnerabilità in certi
casi autorizza altri uomini a fare lo stesso.Ad esempio, poco tempo fa combattevo con un problema che sapevo di dover
confidare ai miei amici maschi, ma ero così paralizzato dalla paura di
essere giudicato e considerato debole e che avrei perso la mia posizione da
leader, che sapevo di doverli portare fuori città per una gita di soli
uomini di tre giorni.(Risate)
Solo per aprirmi. E indovinate? È stato solo alla fine del terzo giorno che
ho finalmente trovato il coraggio di parlare con loro di ciò che stavo
passando. Ma quando l’ho fatto è successo l’incredibile. Ho capito che non
ero da solo, perché anche i miei amici lottavano. E appena ho trovato la
forza e il coraggio di condividere la mia vergogna, è sparita. Ora, ho
imparato col tempo che se voglio praticare la vulnerabilità, devo crearmi un
sistema di responsabilità. Sono stato davvero fortunato come attore. Ho
attratto un meraviglioso gruppo di fan, davvero molto carini e coinvolti,
così ho deciso di usare i miei profili social come un Cavallo di Troia per
creare esercizi giornalieri di autenticità e vulnerabilità. La risposta è
stata incredibile. È stato consolidante, è stato commovente. Ricevo amore,
la stampa mi cerca, migliaia di messaggi positivi al giorno. Ma solo da una
categoria di persone: le donne.(Risate)
È vero. Perché ho solo follower donne? Dove sono gli uomini?
(Risate)
Circa un anno fa, ho postato questa foto. Mentre stavo scorrendo i commenti
ho notato che una delle mie fan aveva taggato il suo ragazzo nella foto, e
il suo ragazzo ha risposto dicendo: “Per favore smettila di taggarmi in robe
da gay Grazie”.(Risate)
Perché essere gay ti rende meno uomo, giusto?
Ho fatto un bel respiro, e ho risposto. Ho detto, molto educatamente, che
ero curioso, perché stavo esplorando la mascolinità, e volevo sapere perché
l’amore per mia moglie si qualificasse come “roba da gay”. E ho aggiunto che
volevo sinceramente capire.(Risate)
Lui mi ha immediatamente risposto. Pensavo che mi avrebbe insultato, invece
si è scusato. Mi ha raccontato come, crescendo, le dimostrazioni pubbliche
di affetto fossero malviste Mi ha detto che stava lottando e combattendo col
suo ego, e che amava molto la sua ragazza, e che era grato per lei e la sua
pazienza. E poi qualche settimana dopo mi ha scritto di nuovo. Stavolta
mandandomi una foto. Lui in ginocchio, a chiederla in sposa.10:05
(Applausi)
E mi ha detto solo “Grazie”.
Sono stato quel ragazzo. Lo capisco. Pubblicamente stava solo recitando,
rigettando il femminile, giusto? Ma segretamente stava aspettando il
permesso per esprimersi, essere visto, ascoltato, aveva bisogno di un altro
uomo che lo riconoscesse e gli creasse uno spazio sicuro per sentire, e la
trasformazione è stata instantanea. Questa esperienza mi è piaciuta
tantissimo, perché dimostra che la trasformazione è possibile, anche tramite
messaggi Così ho voluto scoprire come raggiungere più uomini, ma nessuno di
loro era mio follower.(Risate)
Allora ho fatto un esperimento. Ho iniziato a postare cose più
stereotipicamente maschili(Risate)
Come i miei allenamenti pesanti, la mia dieta, il percorso di riabilitazione
dopo essermi fatto male. E cosa è successo? Gli uomini hanno iniziato a
scrivermi. E poi, dal nulla, per la prima volta in tutta la mia carriera, un
giornale di fitness mi ha chiamato dicendo che volevano farmi l’onore di
essere uno dei loro rivoluzionari.(Risate)
È davvero rivoluzionario? O solo conformista? Capite, è questo il problema.
Agli uomini va bene seguirmi quando parlo di cose da maschi, conformi alle
norme di genere. Ma se parlo di quanto io ami mia moglie o mia figlia, o mio
figlio di dieci giorni, di come io creda che il matrimonio sia difficile, ma
bellissimo, o di come, essendo uomo, ho problemi di dismorfofobia, o se
promuovo la parità di genere, mi seguono solo donne Dove sono gli uomini?
Allora uomini, uomini, uomini, uomini!(Applausi)
Lo capisco. Crescendo, ci sfidiamo. Dobbiamo essere gli uomini più duri,
forti e coraggiosi che possiamo. E per molti di noi, me incluso, le nostre
identità si riducono a se ci sentiamo abbastanza uomini oppure no. Ma ho una
sfida per tutti gli uomini, perché gli uomini amano le sfide.(Risate)
Vi sfido a scoprire se riuscite a usare le stesse qualità che vi fanno
sentire uomini per esplorare a fondo voi stessi. La vostra forza, il vostro
coraggio, la vostra resistenza. Riusciamo a ridefinire cosa significano, e
ad usarli per esplorare i nostri cuori? Siete abbastanza coraggiosi da
essere vulnerabili? Da andare da un altro uomo quando vi serve aiuto? Da
buttarvi a capofitto nella vergogna? Siete abbastanza forti da essere
sensibili, da piangere quando state male o siete felici, anche se vi fa
sembrare deboli? Siete abbastanza sicuri di voi da ascoltare le donne che
avete accanto? Da ascoltare le loro idee e soluzioni? Da contenere la loro
sofferenza e davvero credere a ciò che dicono, anche se parlano contro di
voi? E sarete abbastanza uomini da andare contro altri uomini quando sentite
“chiacchiere da spogliatoio”, quando sentite storie di aggressioni sessuali?
Quando i vostri amici parleranno di pacche sul culo o farle ubriacare, gli
andrete davvero contro e farete qualcosa affinché un giorno non vivremo in
un mondo dove una donna deve rischiare tutto e uscire allo scoperto dicendo
“anche io”?(Applausi)
Questa è una cosa seria. Ho dovuto riconsiderare onestamente i modi in cui
ho inconsciamente ferito le donne della mia vita, ed è orribile. Mia moglie
mi ha detto che ho avuto dei comportamenti che l’hanno ferita, e non li ho
corretti. Praticamente, a volte mentre parlava a casa o in pubblico, la
interrompevo a metà frase, e finivo il suo pensiero a posto suo. È
terribile. La cosa peggiore è che non me ne rendevo affatto conto. Era
inconscio. Perciò eccomi qua, a fare la mia parte, cercando di essere
femminista, amplificando le voci delle donne del mondo, eppure, a casa,
usavo la mia voce più forte per far tacere la donna che amo di più. Ho
dovuto farmi una domanda difficile: sono abbastanza uomo da stare zitto e
ascoltare?15:06
(Risate)
(Applausi)
Devo essere onesto vorrei non aver ricevuto applausi.
(Risate)
Gente, questo è reale. E sto solo grattando la superficie, perché più
andiamo a fondo, e più diventa brutto Non ho tempo di parlare di porno o
violenza sulle donne o la separazione dei compiti domestici o la differenza
di salario. Ma credo che, essendo uomini, dovremmo iniziare ad andare oltre
i nostri privilegi e riconoscere che non siamo solo parte del problema.
Amici, noi siamo il problema. Il soffitto di vetro esiste perché lo abbiamo
messo noi, se vogliamo essere parte della soluzione, le parole non sono più
sufficienti.Mi piace molto, da sempre, una citazione delle scritture Bahá’í. Dice “il
mondo dell’umanità possiede due ali, maschile e femminile, finché le sue ali
non saranno egualmente forti, l’uccello non volerà”.Donne, a nome di tutti gli uomini del mondo che si sentono come me, per
favore perdonateci per tutti i modi in cui non ci siamo affidati alla vostra
forza. E ora vorrei chiedervi di aiutarci ufficialmente, perché da soli non
ci riusciamo. Siamo uomini, faremo casini. Diremo la cosa sbagliata, col
tono sbagliato. Molto probabilmente vi offenderemo. Ma non perdete la
speranza. Siamo qui solo grazie a voi, e come voi, da uomini, dobbiamo fare
qualcosa ed esservi alleati nella battaglia contro praticamente tutto. Ci
serve il vostro aiuto per celebrare la nostra vulnerabilità e siate pazienti
con noi mentre facciamo questo lunghissimo viaggio dai nostri cervelli ai
nostri cuori. E infine ai genitori: invece di insegnare ai nostri figli ad
essere bambini coraggiosi o bambine carine, possiamo insegnare loro ad
essere buoni esseri umani?Tornando a mio padre. Crescendo, come ogni ragazzo, avevo i miei problemi.
Ma ora mi rendo conto che è stato grazie alla sua sensibilità ed
intelligenza emotiva che sono in grado di essere qui e parlare di fronte a
voi. Il mio risentimento verso mio padre non aveva a che fare con lui. Aveva
a che fare con me, con il mio bisogno di essere accettato e di recitare una
parte che non era destinata a me. Anche se mio padre non mi ha insegnato ad
usare le mani, mi ha insegnato a usare il cuore, e questo lo rende più uomo
di qualsiasi altra cosa.Grazie.
(Applausi)
