Guardate questo video, e vedremo come questo artista in pochi minuti ci
aiuta a comprendere un aspetto importante per la nostra crescita.
L’effetto WOW, gli psicologi oggi direbbero che è dato dall’effetto
insight.
L’effetto
“scoperta”, scoprire qualcosa di nuovo, è qualcosa di veramente impegnativo.
Perché è così?
Il motivo è dato dal fatto che andiamo in cerca di “categorie concettuali
fornite dall’esperienza precedente”.
Un esperimento che prova questo è quello delle “carte truccate” realizzato
da Jerome Seymour Bruner [1] nel quale vengono mostrati a
dei soggetti degli stimoli “anomali”, che violano
l’aspettativa riguardo i colori dei semi delle carte da
gioco.
Esempio di carte simile a quello dell’esperimento.
Scopriamo l’importanza del fattore tempo.
Se il tempo di esposizione delle carte ai soggetti testati era molto
basso, questi identificavano le carte di Picche di Colore Rosso come carte
normali, non si accorgevano della novità, pertanto le
facevano rientrare nella categoria concettuale dall’esperienza
precedente. Potremmo dire anche di essere in presenza di un pre-concetto,
pre-giudizio, stereotipo. Ovvero la mente completa la realtà con quanto già
conosce. Questi strumenti che noi possiamo chiamare, “preconcetto,
pregiudizio, stereotipo” nella maggior parte delle esperienze di vita ci
sono utilissime perché velocizzano i processi mentali e la risposta
pragmatica, ovvero il nostro comportamento, le nostre azioni.
Tuttavia è proprio questo automatismo che ci rende la vita difficile per
scoprire, apprendere, imparare: “cose nuove”.
A tal riguardo Elena Calamari (docente di Psicologia
generale) e Susanna Giusti scrivono sul sito
dell’Università di Pisa:
L’esperimento venne usato da
Thomas Kuhn
come una sorta di “prototipo metaforico” della sua idea sui paradigmi
della scienza che vengono modificati quando non sono più in grado di
assimilare nuove evidenze e anomalie emergenti. Secondo Kuhn
l’esperimento “fornisce un meraviglioso modello, semplice e convincente,
del
processo della scoperta scientifica; (…)
la novità emerge soltanto con difficoltà, che si manifesta attraverso
la resistenza, in contrasto con un sottofondo costituito
dall’aspettazione.
All’inizio si percepisce soltanto ciò che ci si aspetta e che è
usuale, persino in circostanze nelle quali più tardi l’anomalia viene a
essere rilevata”[2].
Poi la presa di coscienza che c’è qualcosa di sbagliato produce
riadattamento e la scoperta è compiuta.
Allo stesso modo nell’esperimento di Bruner e Postman, mentre
alcuni soggetti non riuscivano mai a vedere l’anomalia,
coloro che arrivarono al riconoscimento corretto delle
carte anomale si accorsero
prima che “c’era qualcosa di sbagliato“ senza identificare
“cosa”,
proprio come gli scienziati sensibili all’anomalia e capaci di coglierla
come occasione per cambiare il paradigma.
La “scienza normale” tende a sopprimere le novità, ma è efficace nel
farle nascere perché “l’anomalia è visibile solo sullo sfondo costituito
dal paradigma”[3], cioè dal modello vigente di quella scienza, con le
sue apparecchiature e raffinatezze tecniche e concettuali, e la
resistenza del modello precedente garantisce contro una resa troppo
facile.(fonte: http://www.unipi.it/athenet/22/art_4.htm)
L’aspettativa e l’attenzione determinano quello che percepiamo della Realtà
Esterna.
L’aspettativa, cioè quello che ci aspettiamo, dove, a cosa e come poniamo
l’attenzione determinano quello che percepiamo della Realtà Esterna (ed
interna, ma questa è un’altra storia, per ora). Un’altro esperimento che
dimostra questo aspetto lo puoi testare direttamente con questo video,
contando
quanti passaggi di palla fa la squadra bianca?
Questo video è una ricostruzione di un test fatto da Richard Wiseman, il quale raccontò che quando lo mostrava nelle conferenze, alcuni (una
piccolissima percentuale) lo accusavano di aver mostrato due versioni differenti
del filmato. Cioè dato che loro non avevano notato nulla durante la prima
proiezione, poi nella seconda, quando gli si faceva notare un elemento che
prima non avevano visto, piuttosto che ristrutturare l’esperienza
precedente, cosa che ritenevano impossibile, accusavano Wiseman di
mistificazione.
Questo conferma l’esperienza di Jerome Seymour Bruner sul
fatto che una piccola percentuale di persone a cui venivano mostrate le
carte, anche aumentando il tempo di esposizione di 40 volte, non riuscivano
a cogliere la differenza, arrivando anche a dire di non essere più certi
quali fossero i semi delle carte. Pertanto la resistenza al cambiamento,
quindi anche l’atteggiamento ad apprendere cose nuove, dipende da una serie
di fattori, relativi alle credenze e convinzioni, ma anche questa è un’altra
storia che sarà affrontata in un altro articolo.
Bergonzoni, con un geniale satira sotto forma di aforisma pone questa domanda a se
stesso ed al suo pubblico.
Chi è più grave l’infermo di mente o il fermo di mente?
Da tutti questi esempi possiamo comprendere che l’apprendimento come viene
elegantemente detto avviene attraverso “lo scarto della norma”. Ovvero
cogliendo quanto non ci aspettiamo già. L’analisi dei propri errori in
genere ci costringe a guardare il prodotto delle nostre azioni, le nostre
azioni ed il contesto sotto altri punti di vista, e ci costringe pertanto a
ricontestualizzare la realtà entro la quale ci muoviamo e reagiamo.
In estrema sintesi possiamo dire che se decidiamo di voler apprendere
molto, abbiamo bisogno di andare in cerca di quante più differenze e/o
ricontestualizzazioni possibili.
Note bibliografiche.
[1]. Bruner, J. S. e Postman, L. (1949) On the perception of incongruity: A
paradigm, Journal of Personality,8, 206-223.
[2]. Kuhn T. (1962) The structure of scientific revolutions, University
of Chicago Press (tr.it. La struttura dellerivoluzioni scientifiche. Come
mutano le idee della scienza. Einaudi, Torino, 1969, p. 88).
[3]. Ivi,
p. 89
Parole Chiave: apprendere come imparare meglio a imparare, Distinzioni,
Educazione, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione,
Imparare, imparare a imparare, In evidenza, Pensiero Laterale, percezione,
Scene da Film, Strategie d’apprendimento
Parole chiave: Pensiero Laterale, Scene da Film, apprendere come imparare meglio a imparare, Distinzioni, Educazione, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione, Imparare, imparare a imparare, In evidenza, Pensiero Laterale, percezione, Scene da Film, Strategie d’apprendimento.
27/01/2022 data pubblicazione seconda edizione.
06/03/2013 Prima edizione
