Oggi propongo questa metafora: quando la via o la vita diventa impervia,
come si cammina sui massi? Ok Luca, che tipo di massi? Perché ci sono massi e
massi. Certo intendo quelli tipo quelli nella foto qui a destra, sui quali è
molto difficile fare passi regolari. Io usavo camminare su questi massi quando
vivevo a Capodistria per allenare il senso dell’equilibrio e la confidenza al
senso del pericolo. Perché una caduta su questi massi può essere rovinosa.
Tuttavia il senso solo affrontando le paure, uscendo dalla nostra zona di
confort, e attraverso un percorso di crescita e potenziamento, aumentiamo le
nostre capacità e la nostra sensibilità. Ho trovato che allenarmi a camminare
in modo anche spedito e a volte correre su questi massi può insegnare qualcosa
che può essere utile anche nella vita. Vediamo cosa …

Per prima cosa vediamo come si cammina sui massi.

Primo: guardiamo la direzione, cioè guardiamo più lontano del
primo passo.

Secondo: decidiamo quale sarà il terzo masso su cui
arriveremo.

Perché? Il terzo e non il primo? Perché fare 3 passi alla volta e non 1?
Perché questo ci dona ritmo, leggerezza, velocità. Mentre se
decidiamo di fare un passo alla volta, questo comporta troppe pause,
troppe decisioni, troppi tentennamenti, troppi stop, troppa pesantezza, troppo
stallo.

In un percorso così impervio, la leggerezza, la velocità nel passaggi e
l’agilità sono le qualità necessarie per procedere spediti e sicuri.

Scegliendo quale sarà il terzo masso possiamo scartare moltissimi massi
scomodi e insicuri che useremo al massimo come punto leggero di passaggio
veloce, e nulla più. Mentre se dovessimo scegliere di fare 1 passo alla volta
i massi scomodi e insicuri metterebbero a repentaglio il nostro equilibrio e
la nostra velocità.

Quindi quando ci muoviamo velocemente acquisiamo slancio
(concetto molto usato nel business, ad esempio da
Donald Trump
nei suoi libri)
che ci permette di passare leggeri e relativamente sicuri anche su massi
sopra i quali sarebbe troppo pericoloso fermarsi.

Il terzo masso potrà essere una postazione più sicura, larga, pianeggiante
sulla quale potremo guardare in tutta sicurezza quale sarà il terzo masso
(quindi passo) successivo senza doverci preoccupare troppo dell’equilibrio,
grazie alla leggerezza acquisita dallo slancio.

Inoltre decidendo per prima cosa quale sarà
il terzo punto di arrivo,
il cervello osservando le possibilità troverà la strada per gli altri due. Pertanto una volta deciso qual’è il terzo masso, partiamo decisi,
muovendoci veloci sopra agli altri 2 massi.

Terzo: riparti da capo, dal primo punto, cioè guarda lontano,
dove vuoi arrivare e se la strada che hai preso ti sta facendo andare nella
direzione voluta o se ti sta allungando il percorso e rallentando troppo.
Ripeti i punti 1, 2 e 3 fino al raggiungimento dell’obiettivo, in modo da
acquisire sempre maggiore velocità di esecuzione, e slancio.

Questo esercizio rinforzerà il senso di equilibrio e fiducia in se stessi.

Chiara la metafora? 😉

 

Disclaimer.

Se decidi di fare questo esercizio fisico è inteso che lo fai a tu rischio e
pericolo, perché ognuno è responsabile delle proprie azioni e decisioni.
Inoltre non è condizione necessaria fare questo esercizio per rinforzare il
proprio equilibrio e fiducia in se stessi, ognuno può trovare gli
esercizi più adatti a se stessi.

 

Note, fonti e Approfondimenti.

Questo è un appunto che mi sono scritto nel dicembre del 2012, dopo aver fatto
più volte l’esercizio sopra citato, per potenziare l’equilibrio e la
percezione e sensibilità del pericolo. Alla fine, dopo alcuni allenamenti
riuscivo anche a correre sopra questi massi ;-).

Faccio notare che questo tipo di esercizio propone un approccio, in parte
diverso, da quello dello scalatore proposto da
Giorgio Nardone nel Problem Solving Strategico, o da quello dell’esploratore. L’approccio dell’esploratore è, dato un
obiettivo di esplorazione, quello di avanzare passo passo; quello dello
scalatore è, dato l’obiettivo di raggiungere una vetta, creare la via a
ritroso dalla vetta fino al punto di partenza.

Tecnica dello Scalatore proposta nel Problem Solving Strategico

Quando si ha un problema complesso da risolvere, al fine di costruire una
strategia efficiente oltre che efficace, risulta utile partire
dall’obiettivo da raggiungere ed immaginare lo stadio subito precedente, poi
lo stadio precedente ancora, sino a giungere al punto di partenza. Il tutto
in modo tale da suddividere il percorso in una serie successiva di stadi;
ciò significa frazionare l’obiettivo finale in una serie successiva di
micro-obiettivi che però prendono avvio dal punto di arrivo per tornare
indietro sino al primo passo da eseguire. Questa strategia mentale contro
intuitiva, appare chiaro, permette di costruire agevolmente la sequenza di
azioni da realizzare per risolvere un problema partendo dal più piccolo ma
concreto cambiamento possibile.
Fonte:
http://www.problemsolvingstrategico.it/modello-problem-solving-strategico.php

 

Foto di massi della costa di Capodistria tratta da Panoramio
attraverso google map.

Citazione relativa a Donald Trump, Libro: “Pensa in grande e manda tutti al
diavolo” di Trump Donald J., Zanker Bill (qui acquistabile in versione ebook).