Perché l’affermazione: “Non ho mai visto una foto così veritiera” è una
affermazione falsa?

In primo luogo perché è una generalizzazione e le generalizzazioni sono
distorsioni, deformazioni della realtà. In estrema sintesi sono
Violazioni linguistiche dal punto di vista della
Comunicazione Assertiva, cioè comunicare solo ciò su cui abbiamo
responsabilità diretta. 

Possiamo dire che probabilmente quasi tutte le nostre interpretazioni sono
deformazioni della realtà, perché la descrizione della realtà se fatta con
scrupolo, con attenzione è sempre molto complessa, pertanto ogni sintesi è potenzialmente una deformazione

Compreso questo conviene comprendere se
le sintesi che facciamo hanno per noi una qualche utilità?

Che utilità ha avuto per l’autore quell’immagine? E che utilità può
avere per chi la condivide? 

Perché se ci pensate bene l’immagine stessa è una critica. L’apparente utilità
di quell’immagine è molto ben spiegata nel libro di W. Dyer: “Le vostre zone
Erronee”. Lo psicologo
Wayne Walter Dyer spiega molto bene che: “Criticare vuol dire illudersi di aver fatto qualcosa senza aver dovuto
cambiare niente
“. 

In pratica è un abile meccanismo della psiche per assolverci dal non dover
intervenire in azione, attività decisamente e fisiologicamente molto più
dispendiosa dal punto di vista delle energie. 

Quindi per la parte emotiva del cervello
criticare ha la funzione fondamentale di liberarci dalla emozione
sgradevole negativa associata al fatto che non stiamo facendo niente

rispetto a qualcosa che giudichiamo che andrebbe fatto diversamente. 

La critica ci illude di aver fatto qualcosa senza aver dovuto
intervenire attivamente con azioni decisamente più onerose per il nostro
impegno.

Voglio far notare (in riferimento all’immagine qui sopra) che per essere
precisi tutte queste mie affermazioni sono giudizi, perché il giudizio è la
principale funzione del cervello conscio. E risulta estremamente sconveniente
associare al giudizio una emozione negativa che potrebbe limitarne
l’esercizio, fondamentale per la crescita culturale di chiunque.  

Comprendere quando la critica è un “assolverci” dal doverci impegnare
attivamente in attività che non ci interessano realmente è il primo
passo. 

Comprendere che le critiche che vengono rivolte alle nostre attività possono
essere “potenziali” aiuti di miglioramento, potenziali segnalazioni di errori
e quindi di possibilità di correzione pertanto di crescita e miglioramento,
questi sono gli atteggiamenti di chi agisce potenziandosi costantemente.

Il primo passo per mettersi in questa modalità e distanziare la parte
emozionale negativa, distruttiva e cogliere i semi potenziali di suggerimenti.

Sicuramente chi ha prodotto quell’immagine voleva criticare coloro che
criticano (che bel paradosso), che giudicano e non aiutano. Se la sua
intenzione era quella di ottenere aiuto, pensando di far riflettere chi
critica e chi giudica con quella immagine il suo intento risulta dal punto di
vista comunicativo scarsamente efficace è poco utile. Vediamo perché.

COME OTTENERE AIUTO IN UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA.

Cialdini nel suo libro:
LE ARMI DELLA PERSUASIONE
Come e perché si finisce col dire di si

spiega molto bene i meccanismi linguistici per “chiedere” e ottenere
acquiescenza e quindi ottenere l’aiuto desiderato.

Spiega anche i meccanismi sociali che generano i comportamenti che noi
tendiamo a giudicare negativamente, mentre sono comportamenti dovuti alla
estrema specializzazione che ognuno di noi ha nelle società moderne. Perché
tendiamo a replicare i comportamenti ricorrenti ed è naturale che sia così.
Dalla scuola al lavoro ognuno di noi ha un ruolo e altre persone sono
“PREPOSTE” a occuparsi di tutto ciò che non compete a noi.

Indicativamente se si desidera ottenere aiuto in una situazione di emergenza
Cialdini
suggerisce di indicare con il dito la persona da cui vogliamo ottenere
aiuto e chiederglielo direttamente.

Questo semplicissimo espediente nella maggior parte delle situazioni di
emergenza fa attivare le persone perché si sentono investite di
“responsabilità”.

Dal punto di vista linguistico di comunicazione efficace, in caso di emergenze
consiglio oltre ad indicare con il dito e dire “Tu … ” di usare formule
imperative tipiche del domando. Faccio un esempio:

Tu! (indicandolo con il dito indice)
Chiama aiuto, subito! Perché è una emergenza! Subito!

Analizziamo la frase: “Chiama aiuto, subito!” è una
forma imperativa, comunica un ordine. L’uso del “Perché” come insegnano
i test fatti da Cialdini aumenta enormemente l’efficacia dell’ottenimento
dell’acquiescenza. Il motivo e da ricercarsi su come funzionano le decisioni
umane. 

Noi decidiamo attraverso le emozioni che sono generate dalla chimica delle
amigdale. Detto ciò il cervello è più complesso delle sole amigdale che, per
quanto piccole (sono grandi quanto 2 olive) e potenti siano, devono
mediare con la corteccia frontale la quale ha bisogno di informazioni
“apparentemente logiche” di motivazioni e spiegazioni. 

La corteggia frontale ha la funzione di farci ragionare, di evitare di agire
come usiamo dire di impulso, o solo emozionalmente, quindi di pensare prima di
agire. Pertanto dal punto di vista comunicativo serve dare una motivazione che
possa sembrare logica a supporto della scelta emozionale.

In pratica il processo decisionale del nostro interlocutore è: sente la
richiesta di aiuto, si vede indicato, quindi investito di responsabilità, qui
le mozioni sono partite velocissime, in base alla sua personalità ed al suo
vissuto potrebbe aver già deciso di aiutare oppure potrebbe tentennare
chiedendosi internamente: “Perché io?“. 

Ecco che usare il “Perché” non risponde “Perché io?“, che intimamente
sa già perché è stato indicato, ma fornisce una motivazione logica
“accettabile” a supporto della decisione emozionale che probabilmente è già
stata presa, perché è più veloce. A livello “hardware” umano per così dire è
collegata al sistema nervoso prima della corteccia frontale e quindi
chimicamente ed elettricamente la decisione emozionale arriverà sempre prima
di quella che definiamo logica. 

L’unione della accettazione emozionale e logica evita il conflitto interiore
dell’interlocutore e lo porta subito all’azione.

La ripetizione della parola “subito” è altrettanto importante perché definisce
il quando è lo ripete ad entrambe le aree del cervello, a quella deputata ad
erogare la scelta emozionale stimolata con la frase “Chiama aiuto subito!” ed a quella deputata ad fornire la scelta razionale con la frase “Perché è una emergenza! Subito!”. 

Un elemento fondamentale risulterà anche il tono che deve essere deciso e
sicuro, come quello di un comandante che impartisce ordini. Questa parte di
informazione fornisce “coerenza para-verbale”.

COME OTTENERE AIUTO IN GENERALE?

Purtroppo non è una risposta che può essere esaurita con un articolo,
altrimenti Cialdini che uno dei maggiori conoscitori al mondo
sull’Acquiescenza non avrebbe avuto bisogno di scrivere un libro.

Tuttavia qualche consiglio mi sento di darlo ed il primo è chiedersi se
la propria comunicazione verso gli altri è efficace per ottenere aiuto?
Se non lo è non sono gli altri “sbagliati”, è la propria comunicazione
scarsamente efficace. Perché sugli altri non abbiamo nessun controllo,
l’unica cosa su cui possiamo avere controllo è sul provare a migliorare
l’efficacia della nostra comunicazione.

Pertanto se siete completamente a digiuno di tecniche di comunicazione
efficace vi consiglio di iniziare a leggere il libro di Cialdini, provare ad
applicare gli apprendimenti che deriveranno da quella lettura facendo degli
esperimenti con le persone che avete intorno a voi e verificare così volta per
volta i vostri progressi. 

Personalmente ritengo quel libro il primo punto di partenza e la prima colonna
portante per ottenere delle ottime fondamenta sulla comunicazione efficace per
migliorare le proprie tecniche di acquiescenza. 

Perché come afferma Cialdini
nella vita prospera chi riesce a farsi dire di Sì, cioè chi impara come farlo.

Approfondimenti:

Nuova edizione di questo acclamato bestseller, Robert Cialdini, esperto
nell’ambito dell’influenza e della persuasione, propone una revisione
aggiornata e ampliata di quello che è ormai diventato un classico della
psicologia sociale della persuasione.

Con il consueto stile brillante e ricco di aneddoti, Cialdini spiega la
psicologia del perché le persone dicono di sì e descrive come applicare
queste intuizioni, in modo etico, in contesti lavorativi e quotidiani. La
conoscenza degli schemi di persuasione non solo consente di diventare un
persuasore ancora più abile, ma permette anche di difendersi da coloro che,
in maniera non sempre etica, cercano di influenzarci.

In questa nuova edizione, che si basa sugli studi più recenti, Cialdini
introduce un nuovo schema di persuasione, l’unità, che descrive come il
fatto di sentire che il persuasore sia “uno di noi” renda la sua
comunicazione più convincente. Particolare attenzione viene inoltre dedicata
all’applicazione delle tattiche di persuasione alla comunicazione online.

Le armi della persuasione è una guida completa su come utilizzare questi
principi per spingere gli altri nella direzione scelta da noi.

Fonte: https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788809965478/autore-robert-cialdini/le-armi-della-persuasione-e-book.htm

Leggendo questo libro si fa un’esperienza decisiva. S’impara a rispondere a se stessi. Sapere qual è il primo (e vero) amore. Liberarsi del passato. Non aver bisogno dell’altrui approvazione. Eliminare le emozioni inutili. Non essere schiavi delle convenzioni e dei giudizi umani (negativi). Smettere oggi di rimandare a domani. Conquistare l’indipendenza di giudizio e di comportamento. Non lasciarsi andare ai cattivi umori… Insomma s’impara, una volta per sempre, a eliminare tutte le “zone erronee” che turbano la nostra esistenza.

Fonte: https://www.libreriauniversitaria.it/vostre-zone-erronee-guida-indipendenza/libro/9788817056298