Erich Fromm 

L’Arte Di Amare

Ho apprezzato il modo di scrivere e pensare di Erich Fromm nella prefazione
del libro i Ragazzi Felici di Summerhill che mi riprometto di postare presto
su Diventoteca. Per questo ho approcciato con curiosità a questo Audiolibro
che vi posto in fondo a questo articolo. 

Sul tema dell’Amore personalmente uno dei libri che sono stati per me più
importanti fu Ars amandi psychoanalytica di Hanns Sachs. Scriverò anche di
questo libro presto. Detto ciò vi lascio alla Audiolettura del libro l’Arte di
Amare di Erich Fromm, condividendovi i contenuti dell’Indice per crearvi una
mappa mentale, un estratto della Prefazione e del piccolo capitolo L’Arte di
Amare dove Fromm ne spiega il senso che egli gli attribuisce.

Indice.

Prefazione.

È l’amore un arte?

La teoria dell’Amore – Amore: la risposta al problema dell’esistenza umana.

L’amore tra i genitori e il bambino.

Gli oggetti d’amore.

L’amore e la sua disintegrazione nella società occidentale contemporanea

La pratica dell’amore.

Prefazione.

La lettura di queste pagine potrebbe essere una delusione per chi si aspetta
una facile istruzione sull’arte di amare. Questo volumetto, al contrario, si
propone di dimostrare che l’amore non è un sentimento al quale ci si possa
abbandonare senza aver raggiunto un alto livello di maturità. Vuole convincere
il lettore che ogni tentativo d’amare è destinato a fallire se non si cerca di
sviluppare più attivamente la propria personalità; che la soddisfazione,
nell’amore individuale, non può essere raggiunta senza la capacità di amare il
prossimo con umiltà, fede e coraggio. Senza queste virtù è impossibile amare
veramente. Tuttavia, la difficoltà del compito non deve impedire il tentativo
di conoscere sia gli ostacoli sia le condizioni per la sua riuscita. Allo
scopo di evitare inutili complicazioni, ho cercato di prospettare il problema
in un linguaggio il meno tecnico Possibile. Per la stessa ragione, mi sono
anche tenuto il più lontano possibile dai grandi esempi della letteratura
romantica. Vi è un altro problema, al quale non ho trovato una soluzione del
tutto soddisfacente; problema che, per evitare ripetizioni di concetti, ho già
espresso in un mio precedente volume. Il lettore che conosce Fuga dalla
libertà, Man for Himself e Psicanalisi della società contemporanea troverà in
questo volume molte delle idee espresse in quei precedenti lavori. Tuttavia,
L’arte di amare è senza dubbio una ricapitolazione. Propone molti concetti,
oltre a quelli precedentemente esposti, e naturalmente anche i vecchi
concetti, a volte, raggiungono nuove prospettive per il fatto di ruotare
attorno a un unico soggetto: l’arte di amare. 

L’AMORE È UN’ARTE?

È l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza.

Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è
questione di fortuna? Questo volumetto contempla la prima ipotesi, mentre è
fuor di dubbio che oggi si crede alla seconda. 

La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a
vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta
canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in
materia d’amore.

Questo atteggiamento si basa su parecchie premesse: la maggior parte della
gente ritiene che amore significhi “essere amati”, anziché amare; di
conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili,
e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade.

Una, preferita soprattutto dagli uomini, consiste nell’avere successo,
nell’essere ricchi e potenti quanto lo possa permettere il livello della
loro posizione sociale. Un’altra, seguita particolarmente dalle donne, è di
rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire, ecc. Una
terza via, seguita da uomini e donne, è di acquisire modi affabili, di
tenere conversazioni

interessanti, di essere utili, modesti, inoffensivi. Molti dei modi per
rendersi amabili sono gli stessi impiegati per raggiungere il successo, per
“conquistare gli amici” e la gente importante. Come dato di fatto, quel che
la gente intende per “essere amabili”, è essenzialmente un insieme di
qualità.

Una seconda premessa per sostenere la teoria che nulla v’è da imparare in
materia d’amore, è la supposizione che il problema dell’amore sia il
problema di un oggetto, e non il problema di una facoltà. La gente ritiene
che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal
quale essere amati, sia difficile. Un atteggiamento questo determinato da
molte ragioni, legate allo sviluppo della società moderna. Una di queste è
il grande cambiamento avvenuto nel ventesimo secolo riguardo la scelta
dell’oggetto del proprio amore. Nell’epoca vittoriana, come in molte epoche
tradizionaliste, l’amore non era un’esperienza personale che potesse
condurre al matrimonio. Al contrario, il matrimonio veniva contratto per
convenienza, o dalle rispettive famiglie, o da intermediari; veniva concluso
sulla base di considerazioni sociali, ed era opinione comune che il
sentimento sarebbe nato in seguito. Nelle ultime generazioni. il concetto
dell’amore romantico si è diffuso nel mondo occidentale. Negli Stati Uniti,
sebbene considerazioni di natura convenzionale non siano del tutto assenti,
la maggior parte della gente è alla ricerca dell'”amore romantico”,
dell’esperienza personale d’amore che dovrebbe condurre al matrimonio.
Questo nuovo concetto di libertà in amore deve avere largamente contribuito
ad aumentare l’importanza dell’oggetto contro l’importanza della funzione.

Strettamente legata a questo fattore è un’altra caratteristica della civiltà
contemporanea, basata sul desiderio di comperare, sull’idea di uno scambio
proficuo. La felicità dell’uomo moderno consiste nell’emozione di guardare
vetrine di negozi, di acquistare tutto ciò che può permettersi, sia in
contanti che a rate. Egli (o ella) guarda la gente nello stesso modo. Per un
uomo, una ragazza attraente, e per una donna, un uomo attraente, sono gli
oggetti della loro ricerca. “Attrattiva” generalmente significa un simpatico
complesso di qualità desiderabili. Ma ciò che in particolare rende attraente
una persona, tanto fisicamente che mentalmente, dipende dalla moda del
tempo. Durante

gli “anni venti”, una ragazza che bevesse e fumasse, cinica e dotata di sex
appeal, era considerata attraente; oggi la moda richiede maggior semplicità
e modestia. Alla fine del diciannovesimo secolo, e all’inizio del ventesimo,
un uomo doveva essere aggressivo e ambizioso; oggi deve essere socievole e
tollerante.

A ogni modo, il senso della parola “innamorarsi” si sviluppa solo tenendo
conto di queste qualità pratiche in quanto sono alla portata della propria
capacità di scambio. Io sono alla ricerca di un oggetto; l’oggetto potrebbe
essere desiderabile dal punto di vista del suo valore sociale, e nello
stesso tempo potrebbe volere me, considerando le mie caratteristiche
interiori ed esteriori.

A questo modo due persone si innamorano, certe di aver trovato sul mercato
l’oggetto migliore e più conveniente, considerando i limiti dei loro valori
di scambio. Spesso, come nella compravendita, le possibilità nascoste che
possono essere sviluppate svolgono un ruolo considerevole in questo
contratto. In una civiltà in cui prevalgono gli orientamenti commerciali e
in cui il successo materiale è il valore predominante, c’è poco da
sorprendersi se i rapporti d’amore seguono lo stesso modello di “scambio”
che regola la vita pratica.

Il terzo errore che porta alla convinzione che non vi sia nulla da imparare
in materia d’amore, è la confusione tra l’esperienza iniziale d’innamorarsi
e lo stato permanente di essere innamorati. Se due persone che erano
estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si
sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più
eccitanti della vita. È ancora più meravigliosa e miracolosa per chi è
vissuto solo, isolato, senza affetti. Il miracolo di questa intimità
improvvisa è spesso facilitato se coincide, o se inizia, con l’attrazione
sessuale. Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore
non duraturo. Via via che due soggetti

diventano bene affiatati, la loro intimità perde sempre di più il suo
carattere miracoloso, finché il loro antagonismo, i loro screzi la reciproca
sopportazione uccidono ciò che resta dell’eccitamento iniziale. Eppure,
all’inizio, essi non lo sanno; scambiano l’intensità dell’infatuazione, il
folle amore che li lega, per la prova dell’intensità del loro sentimento,
mentre potrebbe solo provare l’intensità della loro solitudine.

Questo atteggiamento – che niente è più facile che amare – ha continuato ad
essere il concetto prevalente sull’amore, ad onta dell’enorme evidenza del
contrario. Non vi è impresa o attività che sia iniziata con simili speranze
e illusioni, che tuttavia cada così regolarmente, come l’amore. Se ciò
avvenisse per qualsiasi altra attività si sarebbe impazienti di conoscere le
ragioni del fallimento, o d’imparare a comportarsi meglio, oppure si
abbandonerebbe quell’attività. Ma l’ultima ipotesi è improbabile, in materia
d’amore; soltanto un mezzo sembra esista per evitare il fallimento del
proprio amore: esaminare le ragioni e studiare il significato della parola
“amore”.

Il primo passo è di convincersi che l’amore è un’arte così come la vita è
un’arte: se vogliamo sapere come amare dobbiamo procedere allo stesso modo
come se volessimo imparare qualsiasi altra arte, come la musica, la pittura,
oppure la medicina o l’ingegneria.

Quali sono i passi necessari per imparare un’arte? Possiamo dividerne il
processo in due parti: teoria e pratica.

Per l’arte della medicina, prima devo conoscere il corpo umano e la
patologia. In possesso di questa conoscenza teorica, posso diventare un
maestro solo dopo una gran pratica, finché i risultati della mia scienza e i
risultati della pratica non siano fusi in uno: il mio intuito, l’essenza
della padronanza di qualsiasi arte. Ma, oltre a conoscere teoria e pratica,
c’è un terzo fattore necessario per diventare maestro in qualunque arte: non
deve esserci al mondo nient’altro di più importante. Questo vale per la
musica, per la medicina, per l’amore. E forse, qui sta la risposta alla
domanda perché la nostra civiltà cerca così raramente d’imparare quest’arte,
ad onta dei suoi fallimenti; nonostante la ricerca disperata d’amore, tutto
il resto viene considerato più importante: successo, prestigio, denaro,
potere; quasi ogni nostra energia è usata per raggiungere questi scopi, e
quasi nessuna per conoscere l’arte dell’amore.

Può darsi che solo queste cose siano considerate degne di essere apprese da
chiunque voglia guadagnare denaro e prestigio, e che l’amore giovi “solo”
all’anima e sia un lusso, richiedendo spreco di energia. Comunque sia, quel
che segue tratterà l’arte dell’amore: prima discuterò la teoria, ed è la
maggior parte del libro, e secondariamente la pratica, per quel poco che può
essere detto riguardo tale pratica, come in qualsiasi altro campo. 

Audiolibro

Dove comprare il libro:

L’ arte di amare di Erich Fromm