Glasser afferma che le persone “non sono depresse”, “stanno depressando”.
Rendere nuovamente verbo (azione) e non sostantivo ci può aiutare
concretamente a capire che per essere in uno stato emozionale dobbiamo
compiere azioni e scelte specifiche. È una spiegazione razionale lo so. Eppure
se uno razionalizza risulta molto efficace.
Il problema è come metterlo in pratica?
Ricordiamoci intanto che nessuno nasce “imparato” o “imparata” (fatemi passare
questo modo di dire sgrammaticato ma molto efficace). Ogni apprendimento
necessita di ripetizione per diventare appreso e poi conseguentemente
abitudine.
Per prima cosa è importante notare che in termini evolutivi
l’educazione quindi l’apprendimento di abitudini avviene SEMPRE con
stimoli
più esterni che interni; genitori prima, scuola dopo, e nel
mentre siamo circondati da leggi e chi fa in modo di farle eseguire.
Usare l’auto apprendimento (autocontrollo) è uno dei modelli MENO efficaci.
Usare stimoli esterni è molto più potente e veloce, per per farlo diventare un comportamento interno. L’autocontrollo è l’ultimo apprendimento non il primo. E’ fondamentale comprendere questo, e creare, cercare, comprare se serve
quanti più stimoli esterni per aiutarci ad educarci al nuovo apprendimento che
con la ripetizione diventerà abitudine quindi autocontrollo (quindi crescita).
Non è forte la mente che si illude di riuscire con i propri pensieri
di controllare e crescere se stessa, ma è forte la mente che con azioni
esterne obbliga se stessa a migliorare e crescere.
Se si è soli, dei postit esterni possono aiutare un po’. O dei messaggi o
sveglie sul cellulare. Ma risulterà cmq molto facile autosabotarsi. Motivo?
Ritornare alle abitudini conosciute vuol dire tornare nella propria zona di
confort. Perché il conosciuto ci illudiamo di saperlo gestire meglio di quanto
è sconosciuto. E ciò che è ancora sconosciuto ci obbliga (ad essere per un
periodo scomodi) ad avere maggiore attenzione, ad usare meno preconcetti, ad
impiegare più concentrazione, in pratica fatica ;-).
Risulta molto più potente ed efficace se ci si aiuta tra amici/e o compagni/e
farsi, in modo da farsi da reciproco da specchio esterno o stimolo esterno per
apprendere nuove abitudini, basta essere in accordo che si sta facendo un
esercizio e lui ci sta aiutando. E se vorrà farlo pure lui/lei sarà utile per
entrambi. Quindi consiglio di chiedere aiuto, e se non lo trovate, compratelo!
Esiste ormai ogni tipo di professionista disposto ad insegnare quello che sa.
I momenti maggiori di crescita in tal senso li ho fatti con un mio amico con
il quale l’uno faceva notare all’altro cose che avevamo deciso di farci notare
(scusate il gioco di parole). 😉
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08/07/2017 Prima edizione