Friedrich Nietzsche sbagliava quando affermava l’annientamento del pensiero
(nichilismo), soprattutto del SENSO, e del significato del SENSO. Aveva torto
quando affermava che il “SENSO NON ESISTE”, perché siamo noi ad attribuirlo.

La parola bicchiere per il bicchiere non ha senso,
ma questa proprietà non è transitiva. 
Quindi il sillogismo, siccome la parola bicchiere per il bicchiere non ha
senso, allora il “senso non esiste”: è falso. O come
direbbe meglio Karl Popper: è falsificabile.

Perché nell’universo c’è un eccezione: “per l’uomo la parola bicchiere ha
senso”
. Pertanto la frase IL SENSO NON ESISTE è falsa.

Pertanto distruggere il significato di “Senso” non solo è falso, ma non è
nemmeno utile.  È un viaggio di sola andata verso l’indefinibilità.

Mentre
la ricchezza di “Distinzioni” attraverso la ricchezza di “Definizioni” è ciò
che rende la vita percettivamente ricca.

Ricordo anche che “povertà” (nel senso pragmatico) “è avere più problemi che soluzioni“, e che Friedrich Nietzsche morì pazzo, e in povertà.

Possiamo imparare molte cose da  Nietzsche, ma non credo che questa, sul
“SENSO”, convenga continuare a tenerla nel cassetto degli attrezzi delle
proprie definizioni.

Leggi anche su questo argomento:

L’illusoria ovvietà del “nulla ha senso”.


Parole chiave: apprendere come imparare meglio a imparare, Comunicazione,
Credenze Strategiche, Definizioni, Imparare, imparare a imparare,
Strategie.
04/01/2022 data pubblicazione seconda edizione.

10/03/2012 Prima edizione