Spesso parlo di strategie di miglioramento. Oggi parlerò invece di una
strategia di elusione, di auto sabotaggio. Perché è fondamentale conoscere
anche le strategie che usiamo per auto sabotarci, in modo da disinnescarle, da
evitarle.

Ad esempio quella che con una parola definiamo (e quindi creiamo) la
Depressione.

La depressione può essere tante cose, ma una delle definizioni che preferisco
è: la depressione è come l’Ave Maria, come una preghiera purgante. Quando
qualcosa non va come vorremmo, o come gli altri vorrebbero che andasse ci
addoloriamo per mostrare empatia, da una parte, e per assolverci attraverso
l’espiazione del dolore dall’altra. Mostrandoci impegnati nel dolore agli
altri o a noi stessi, ci dimostriamo di aver fatto comunque qualcosa. In
genere il dolore che proviamo è una strategia di elusione, per evitare di
affrontare qualcosa, spesso l’ignoto, per evitare di uscire dalla zona
confort.

Mostrarci addolorati è una strategia di comportamento che abbiamo imparato fin
da piccoli. Piangendo ottenevamo attenzione, cibo, coccole, protezione. E
funzionava così bene da infanti che proviamo a continuare la stessa strategia
anche da adulti.

Detta in sintesi: “se qualcosa non è andata come volevo, posso sempre soffrire e mostrare a me
stesso e agli altri che ho comunque fatto qualcosa, soffrire
“. Tuttavia è più probabile che questa sia solo una strategia di elusione
dall’affrontare qualcosa di ignoto.

Il paradosso è che tutto quello che ora ci è noto prima è stato ignoto. E che
ogni conquista passa attraverso un’apprendimento esplorativo.


Parole chiave: Imparare, Strategie
06/01/2022 data pubblicazione seconda
edizione.
12/03/2012 Prima edizione