Ron Finley viene definito un giardiniere guerrigliero, io direi un ortolano
visionario con una grandiosa e meravigliosa visione.
L’idea di avere orti e alberi da frutto in città dove le persone possono
servirsi e mangiare pulito, secondo me sarebbe qualcosa di semplicemente
magico, molto sociale ed educativo, invece dell’idea semplicemente decorativa
di mettere solo piante come oggetti ornamentali urbanistici.
Quando manca l’idea di socialità e di condivisione agli italiani (almeno
quelli che conosco), mi è parsa chiara andando a vivere in un ex-paese
socialista. Ad esempio per gli italiani sedersi fuori all’aperto al tavolo di
un bar per mangiarsi il proprio panino portato da casa, magari forse ordinando
qualcosa da bere, è semplicemente un idea inconcepibile. Probabilmente
verremmo insultati e cacciati a malo modo da chi gestisce il locale
pubblico. E questo è in parte capibile se il bar paga profumatamente per
sfruttare quello spazio.
Ma quello spazio è di tutti in altre culture e nazioni, e fare una cosa del
genere non è una cosa assurda, anzi meravigliosa.
Così come questa idea di usare lo spazio pubblico come orto per tutti è
semplicemente fantastica.
Penso che anche gli operatori ecologici sarebbero semplicemente entusiasti di
essere un po’ meno spazzini e un po più ortolani.
Come anche l’idea delle persone di occuparsi del bene comune come orto è una
un’idea ecoluzionaria (per dirla al modo di Fin).
Mi immagino già le prime obiezioni del tipo: “ma chi si occupa poi di queste
piante?”
Tanto per dirne una siamo un paese di VECCHI! Che vivono sempre più soli
rintanati e sempre più impauriti (e arrabbiati) in casa.
Abbiamo un esercito di pensionati che hanno a disposizione milioni di ore
utili, nelle quali farli sentire ancora utili per se stessi per gli altri
quindi ancora parte attiva della comunità. Semplicemente questo potrebbe
addirittura allungargli l’aspettativa di vita del doppio, come è stato
dimostrato da alcuni esperimenti fatti con i malati terminali, ai quali fu
dato loro una pianta da curare. Quelli che ebbero da curare una pianta vissero
molto più a lungo di quelli a cui non fu data nessuna pianta da curare.
Ai miei occhi la motivazione è chiara, ovvero senza stimoli, senza un senso di
sentirsi utili e parte di qualcosa, naturalmente ci lasciamo andare, sia come
uomini e donne, che come società.
Trascrizione Video.
00:00
Io vivo a South Central. Questa è South Central: negozi di alcolici, fast
food, lotti vacanti.00:13
Un giorno, i progettisti della città si riuniscono e hanno la bella pensata
che cambiando il nome “South Central” se ne possa cambiare anche l’immagine,
e così lo cambiano in South Los Angeles, come se questo potesse risolvere
ciò che realmente non va nella città. Questa è South Los Angeles. (Risate)
Negozi di alcolici, Fast food, lotti vacanti.00:36
Come 26,5 milioni di altri americani, Io vivo in un deserto alimentare,
South Central Los Angeles, patria del drive-thru e del drive-by [sparatorie
da auto in corsa]. La cosa strana è che i drive-thru stanno uccidendo più
persone dei drive-by. La gente muore di malattie curabili a South Central
Los Angeles. Il tasso di obesità nel mio quartiere, per esempio, è cinque
volte superiore, diciamo, a quello di Beverly Hills, che si trova tra i 13 e
15 km di distanza.01:08
Mi sono stancato di vedere cosa accadeva. E mi sono domandato, come vi
sentireste se non aveste accesso a cibi salutari, se ogni volta che uscite
di casa vedeste gli effetti negativi che l’attuale sistema alimentare ha sul
vostro quartiere? Vedo vendere e comprare carrozzelle per invalidi come se
fossero auto usate. Vedo centri dialisi spuntare come degli Starbucks. E ho
pensato, questo deve finire. Così ho capito che il problema è anche la
soluzione. Il cibo è il problema e il cibo è la soluzione. Inoltre mi sono
stancato di guidare 45 minuti tra andata e ritorno per trovare una mela che
non sia impregnata di pesticidi.01:52
Allora ho piantato una foresta di cibo davanti a casa mia. Era su una
striscia di terra che noi chiamiamo viale. È di 46 metri per 3. Il fatto è
che appartiene al comune. Ma voi dovete mantenerla. Così mi sono detto:
“Benissimo. Posso dunque farci quel che mi pare e piace, dal momento che ne
ho la responsabilità e devo mantenerla”. E questo è il modo in cui ho deciso
di mantenerla.02:19
per cui mi sono riunito con il mio gruppo, L.A. Green Grounds, e abbiamo
iniziato a piantare la mia foresta di cibo, alberi da frutta, tutte le
verdure possibili. Noi siamo una sorta di gruppo pay-it-forward, composto da
giardinieri provenienti da tutti i ceti sociali e da ogni parte della città,
ed è tutto volontariato, tutto ciò che facciamo è gratuito. E il giardino,
era bellissimo.02:42
Poi qualcuno si è lamentato. Il comune se l’è presa con me e mi ha inviato
una citazione, intimandomi di sradicare il mio giardino. E questa citazione
si stava trasformando in un mandato. Allora mi sono detto: “Ma dai, sul
serio?” Un mandato per aver piantato un orto su di un pezzo di terra di cui
non v’interessa niente?” (Risate) E ho pensato: “Bene. Fatevi sotto.” Perché
questa volta non sarebbe successo. Il Los Angeles Times se ne interessò.
Steve Lopez scrisse un articolo e parlò con il consigliere comunale, e uno
dei membri di Green Grounds, lanciò una petizione su Change.org, e, con 900
firme, per noi è stato un successo. La vittoria era nelle nostre mani.
Persino il consigliere comunale chiamò per dire quanto il consiglio
appoggiasse ed apprezzasse ciò che stiamo facendo. E perché non dovrebbero?
Negli Stati Uniti, Los Angeles ha il primato di lotti vacanti di proprietà
del comune. Possiede 67 km quadrati di lotti vacanti. 20 volte il Central
Park. C’è abbastanza terreno per piantare 725 milioni di piante di pomodoro.
Perché mai non dovrebbero acconsentire? Coltivare una pianta vi renderà
1.000, 10.000 semi. Quando il valore di un dollaro in fagiolini vi renderà
un valore di 75 dollari in prodotto. È il mio vangelo, quando predico alla
gente: coltivate il vostro cibo. Coltivare il proprio cibo è come stampare
il proprio denaro.
04:16
(Applausi)
04:23
Vedete, le mie radici sono a South Central. Lì sono cresciuto. Lì ho fatto
crescere i miei figli. E mi rifiuto di essere parte di questa realtà
fabbricata fabbricata per me da qualcun altro, e mi sto costruendo la mia
realtà.04:41
Vedete, io sono un artista. Il giardinaggio è il mio graffitismo. Io coltivo
la mia arte. Proprio come un artista di graffiti. Come loro abbelliscono i
muri, io abbellisco i prati, i viali. Io uso il giardino, il terreno, come
fosse un pezzo di stoffa, e le piante e gli alberi, sono il mio abbellimento
per quella stoffa. È sorprendente quello che può fare il terreno se gli
permettete di diventare le vostra tela. Non potete neppure immaginare come
sia stupefacente un girasole e come possa colpire la gente.05:19
Che cosa è successo, allora? Ho visto il mio giardino diventare un mezzo per
educare, uno strumento per la trasformazione del mio quartiere. Per cambiare
una comunità, è necessario cambiare la composizione del terreno. Noi siamo
il terreno. È sorprendente come i bambini ne vengano influenzati. Il
giardinaggio è l’atto più terapeutico e ribelle che si possa fare,
specialmente nel centro della città. In più, vi ritrovate delle fragole.05:57
(Risate)
06:01
Mi ricordo che una volta, arrivò una madre con la figlia, erano circa le
10.30 di notte, e loro erano nel mio giardino, Io uscii fuori e sembrava che
si vergognassero. In un certo senso mi dispiaceva che fossero lì, e ho detto
loro: “Sapete, non dovete fare così”. C’è una ragione per cui questo è sulla
strada. Mi ha fatto vergognare vedere persone affamate tanto vicino a me e
ciò ha solo rafforzato la ragione per cui faccio questo, e qualcuno mi ha
chiesto: “Fin, non hai paura che la gente rubi il tuo cibo?” E io, “Al
diavolo, no! Non ho paura che me lo rubino. È per questo che sta sulla
strada. È questa l’idea. Voglio che lo prendano, ma allo stesso tempo voglio
che si riprendano anche la loro salute”.
06:48
Vi fu un’altra volta quando impiantai un giardino in un rifugio per
senzatetto nel centro di Los Angeles. Ecco i ragazzi, loro mi hanno aiutato
a scaricare il camion. Fu fantastico, loro che si scambiavano storie di
quanto questo li avesse colpiti e di come facessero giardinaggio con la loro
madre e la loro nonna, ed è stato bellissimo vedere come questa cosa li
abbia cambiati, anche se fosse stato solo per quell’unico momento.07:16
Così Green Grounds ha continuato a piantare forse 20 orti. Abbiamo avuto
almeno 50 persone che sono venute ai nostri incontri di giardinaggio e vi
hanno partecipato, e tutti erano dei volontari. Se i bambini coltivano i
cavoli verdi, i bambini mangiano i cavoli verdi. (Risate) Se crescono
pomodori, mangiano i pomodori. (Applausi) Ma quando nulla di questo viene
loro presentato, se non si dimostra loro come il cibo influenza la mente e
il corpo, allora mangiano ciecamente qualunque porcheria gli si metta
davanti.07:49
Vedo giovani che hanno voglia di lavorare, ma sono dentro questa cosa dove
sono stati imprigionati – vedo ragazzi di colore e li vedo proprio su questa
strada, che è stata progettata per loro, che non li porta da nessuna parte.
Per questo, con il giardinaggio, vedo una possibilità attraverso la quale
noi possiamo insegnare a questi ragazzi a prendersi carico delle loro
comunità, per avere una vita sostenibile. E quando ci riusciremo, chi lo sa?
Potremmo generare il prossimo George Washington Carver. ma se non cambiamo
la composizione del suolo, non ci riusciremo mai.08:26
Ora questo è uno dei miei piani. Questo è quello che voglio fare. Voglio
piantare un intero isolato di orti grazie al quale le persone della zona
possano condividere il cibo. Voglio prendere dei container e trasformarli in
punti ristoro di cucina naturale. Ora non fraintendetemi. Non sto parlando
di roba gratis, perché gratis non è sostenibile. La cosa strana della
sostenibilità, è che la devi sostenere. (Risate) (Applausi) Io sto parlando
di dare lavoro alla gente, togliendo i ragazzi dalle strade e facendo loro
conoscere la gioia, l’orgoglio e l’onore di coltivare il proprio cibo,
aprendo mercati di coltivazione diretta.09:10
In definitiva, ciò che voglio fare, qui, è rendere tutto questo sexy. E
voglio che diventiamo tutti dei dissidenti eco-rivoluzionari, dei gangster,
dei coltivatori gangster. Dobbiamo capovolgere il significato della parola
gangster. Se non sei un giardiniere, non sei un gangster. Diventa un
gangster con la vanga, d’accordo? E lascia che sia quella a tua arma
preferita.09:34
(Applausi)
09:41
Insomma, se volete incontrarvi con me, sì, se mi volete incontrare, non
chiamatemi se è solo per sedersi insieme su delle comode poltrone e fare
incontri dove si parla di fare qualcosa – nei quali parlate di fare cose. Se
davvero volete incontrarmi, venite all’orto con la vostra vanga, così che si
possa piantare qualcosa.10:07
Pace. Grazie.
10:10
(Applausi) Grazie. (Applausi)
