Malcolm Gladwell
autore dei best-seller:

  • “Il punto critico” 
  • “Blink – In un batter di ciglia” 

in questo video discorso su Ted.com, ci spiega ciò che ogni business può
imparare dalla pepsi, dalla salsa di pomodoro a pezzettoni, dal sugo, dal ragù
dal caffé e via dicendo.

Malcolm Gladwell
Malcolm Gladwell

In questo video racconta le scoperte di Marketing effettuate dalla psychophysicist attraverso quello che lui definisce il suo eroe personale: Howard Moskowitz.

Howard Moskowitz

Molti anni fa Howard Moskowitz fu contattato dalla Pepsi per trovare quale
quantità di aspartame sia quella giusta. Ora sorvoliamo sulla questione
“aspartame” che non è il soggetto di quanto poi scoprì Howard Moskowitz,
perché il punto centrare che scoprì dalle sue ricerche fu che la quantità
giusta di aspartame o quel tipo di Pepsi perfetta non esiste, e non si fermò
solo a questo.

Malcolm Gladwell continua nel video a spiegare come Howard Moskowitz ha
scoperto cosa volesse il mercato. Per prima cosa partì da un concetto che
all’epoca non era così banale come potrebbe sembrare: e cioè che
il mercato non sa quello che vuole
, mentre all’epoca si pensava tutto il contrario, o come scopriranno più
tardi
una parte del mercato non sa quello che vuole finché non lo prova.

Per 20 o 30 anni le ricerche nel marketing erano fatte chiedendo alla gente
quello che gli piaceva e li rendeva felici. Ed il motivo di
questo approccio era che le basi culturali dell’epoca erano
influenzate dalla ricerca degli universali, scienziati, psicologi, medici,
economisti, tutti erano alla ricerca delle regole generali che governano il
nostro comportamento. Dieci o quindici anni dopo, per fortuna questo è
cambiato, c’è stata una grande rivoluzione di pensiero che è stata la
transizione dalla ricerca degli universali alla comprensione della
variabilità.

Howard pertanto introdusse nel marketing il concetto di variabilità asserendo
anche che “cercando gli universali nel cibo, non solo facciamo un errore, ma
diamo anche un massivo disservizio.

La consapevolezza in termini di marketing, e pertanto anche di fatturato, di
quanto possa essere sbagliata e controproducente la ricerca del piatto
perfetto, equivale in un altro ambito: quello artistico (che non è estraneo
alle regole di mercato).

In modo simmetrico la stessa illusoria idea c’è nella ricerca del capolavoro
nell’arte. Perché il capolavoro per il critico d’arte può essere di nessun
interessante per enne estimatori di quello stesso artista, i quali potrebbero
preferiscono altre opere.

A tal riguardo, per esprimere l’inutilità della ricerca del capolavoro, così
come può risultare inutile la ricerca della perfezione o degli universali, mi
piace citare due scene del film Ultimo Samurai (con Tom Cruise). Nella
prima vede l’ultimo samurai, capo ribelle di un villaggio, che durante la
contemplazione camminando in mezzo agli alberi in fiore cerca il fiore
perfetto; nella seconda (che riporto qui sotto, l’ho trovata in lingua
spagnola) solo poco prima di morire si accorge che i fiori erano e sono tutti
perfetti.

Tornando a Malcolm, nel suo discorso continua raccontando che Howard ama dire:
“La mente non sa cosa vuole la lingua. E’ un mistero!“.

Non sempre sappiamo esprimere cosa vogliamo davvero. Ed a volte lo scopriamo
solo dopo aver provato un bel po’ di cose. Questo potrebbe sembrarvi banale,
vi assicuro che non è così. Ricordo un caro amico che anni fa mi chiese dei
consigli amorosi su una ragazza, ed io gli risposi che non poteva sapere come
sarebbe stato finché non avesse provato a vivere con lei.

Finisco citando un esempio stereotipo pop dell’incapacità di scegliere che
possiamo riscontrare nella scena del film “Se scappi ti sposo” con Julia
Robert e Richard Gere, quando Richard dice a Julia: “non sai neanche come ti piacciono le uova“.

Nel film poi segue una scena nella quale Julia Robert prova come le piacciono
le uova. 😉


Prima pubblicazione: 17 Maggio 2013
Revisione: 11/05/2022