Spesso ci accade di sentire il detto: “Quello che non ti uccide ti rafforza”.
Questa è un credenza, una metafora popolare negativa, da abbandonare. O da
utilizzare solo con il contagocce, e in casi molto rari.

Perché come ci insegna Nardone nella psicologia breve strategica, gli aforismi
possono essere potenti armi linguistiche. E questi possono essere usati, con
consapevolezza, per creare repentine rivelazioni in chi li ascolta.

E nel caso del detto “Quello che non ti uccide ti rafforza”, il fatto che
qualcuno lo abbia provato sulla propria pelle, più come consolazione che come
fatto positivo, non vuol dire che sia il metodo valido su cui generalizzare
una strategia di educazione e crescita personale.

Infatti in psicologia sociale la statistica ci può dare una tendenza molto più
precisa della sensazione personale, relativamente a quale sia il metodo
migliore per la maggior parte delle persone. Ed
è falsificato il fatto che le esperienze negative ci rafforzano, anzi fanno
esattamente il contrario. L’accumulo di esperienze negative nella maggior
parte delle persone crea sempre più immobilismo.

Mentre sono le esperienze positive che ci rafforzano l’autostima, la
sensazione di “potere” e di “essere capaci di”. Quindi quella sensazione di
poter traslare i successi ed esperienze positive da un ambito ad un
altro.

Poco fa ho scritto che l’accumulo di esperienze negative nella maggior parte
delle persone crea sempre più immobilismo. Questo è facilmente riscontrabile
negli anziani. Andiamo a vedere perché?

Secondo il detto “Quello che non ti uccide ti rafforza”, gli anziani
dovrebbero essere psicologicamente fortissimi. Invece è più facile riscontrare
un indebolimento, laddove la graduale perdita di forza ed i conseguenti dolori
di mille acciacchi, crea un senso di sempre maggiore debolezza e incertezza
nelle proprie capacità.

Non è un caso che all’interno delle generazioni siano i giovani più audaci
verso l’esplorazione, verso le novità, mentre gli anziani più conservatori, e
sempre meno audaci.

Pertanto
personalmente trovo come pericolosa trappola mentale l’aforisma “quello che
non ti uccide ti rafforza”. Perché quello che non ci uccide spesso ci
indebolisce.

L’esperienza del corpo ci è abbastanza vicina come sensazione in questo senso.
Tutti i peggiori traumi che uno subisce nella vita spesso se li porta dietro,
con tutta una serie di dolori che spuntano fuori più o meno facilmente e
frequentemente. Dolori e ricordi che sempre di più frenano l’audacia futura.
Lo stesso vale per la psiche a mio avviso.

Pertanto per rafforzare la psiche come un muscolo potente, scattante e
flessibile, è meglio andare in cerca di risultati raggiunti, o meglio conviene
dire: completati.

Strategia di potenziamento.

Trovo molto più performante
concentrarsi su tanti piccoli plan, e step raggiunti, che portano ad un
grande obiettivo, che focalizzarsi solo sul grande obiettivo senza
accorgersi degli step raggiunti
.

Trovo sia fondamentale
ogni giorno completare al 100% un obiettivo che ci eravamo pianificati.
Evitando interruzioni e distrazioni che ci portano verso obiettivi e
pianificazioni altrui.

Questo allenerà il muscolo psicologico della sensazione di essere capaci di
farcela.

Inoltre quando raggiungiamo un obiettivo nel corpo si liberano endorfine, e
pertanto riceviamo una buona sensazione di piacere, appagamento, che rafforza
oltre il proprio umore e sensazione di felicità anche il sistema immunitario.

Mentre al contrario, evitare di raggiungere il 100% un obiettivo crea spesso
insoddisfazione, accumula stress, che deprime il sistema immunitario.

Quindi a conti fatti,
sono le vittorie che ci rafforzano, non le sconfitte.

Altrimenti le squadre perdenti di un campionato sarebbero le più forti, ma non
è così. Perché è la lunga serie di vittorie che generano in noi la sicurezza
del vincente.

Ricapitolando:

Andiamo in cerca di obiettivi raggiungibili, completiamoli al 100% e
incrementiamo gli obiettivi passo dopo passo. In questo modo scaleremo
(metaforicamente) le più alte montagne.

Note aggiuntive: definizione di errore, e di successo.

Infine per chiarezza, questo che ho appena scritto non vuol dire che bisogna
evitare quelle che noi chiamiamo “esperienze negative”. Perché è
soltanto quando troviamo, individuiamo e impariamo da un errore che abbiamo
la possibilità di crescere e migliorare
. In questo caso il problema è di tipo linguistico e di nuovo di credenze.
Anche la credenza di evitare errori crea immobilismo.

Al contrario la credenza che attraverso gli errori abbiamo una grande
occasione di crescita, cambia il significato stesso di errore, non come
qualcosa di negativo, ma piuttosto di strategicamente fondamentale.

Perché

L’intelligenza non è non commettere errori ma scoprire il modo di trarne
profitto.

Bertolt Brecht

Chi va in cerca del successo personale va in costante ricerca di errori da
correggere, per far crescere la propria consapevolezza, distinzioni e
capacità.

E sempre per chiarezza di definizioni, ricordando quella che a mio avviso è
la migliore definizione di successo:

C’è solo un Successo: essere in grado di trascorrere la propria vita a
modo proprio.

Christopher Morley

Approfondimenti

Etimo di: felice, “capace di far accadere”.


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Tag: come imparare a vincere, come raggiungere i propri obiettivi, credenze,
perdere, vincere


4 Commenti

  1. Alessio il 22 Febbraio 2012 alle 09:32 

    Ciao Luca
    Articolo davvero interessante, l’aforisma in questione è
    sempre stato uno dei miei preferiti e a proposito ti segnalo che si
    tratta di una frase di Nietzsche (credo da ‘Il crepuscolo degli idoli’ e
    tra l’altro pare lo avesse usato in senso ironico)

  2. Luca Pilolli il 5 Luglio 2015 alle 19:09 

    “Il primo podio è un conto
    la prima vittoria è un’altra
    perché
    tutto passo dopo passo
    prima incominci a correre con le moto
    grandi
    cioè le 125,
    poi riesci a vincere
    poi passi
    all’europeo
    poi passi al mondiale
    poi fai il primo podio
    però
    quando vinci la prima volta
    dici
    allora posso vincere
    e
    lì cambia un po’ tutto ecco
    la prima vittoria è l’iniezione di
    fiducia più forte per un pilota.”

    Valentino Rossi

    Luca: In queste frasi Valentino sotto intende per “la prima volta” la
    prima gara nel campionato mondiale nella categoria top, la 500.
    Ascoltata
    nella video intervista a Valentino Rossi dal titolo “Sfide”

  3. Luca Pilolli il 5 Luglio 2015 alle 19:32 

    Riferito all’importanza di imparare dagli errori, e non temere di
    sbagliare, Sempre nella stessa intervista emerge che Valentino è caduto
    23 volte durante la prima stagione con l’Aprilia in 125, a riguardo
    Valentino afferma che ha capito che non gli piaceva cadere ed ha
    iniziato ad imparare dove sbagliava e come.

  4. Luca Pilolli il 5 Luglio 2015 alle 19:42

    In sintesi:
    • evitare di aver paura di sbagliare, vivere l’errore
    come possibilità di crescita.
    • Detto questo raggiungere i primi
    obiettivi, i primi traguardi per rafforzare la fiducia in se stessi.
    •
    ricordarsi di godersi il viaggio perché non è il successo che rende
    felici quando l’essere felici che ci porta al successo, anche perché se
    ci pensate un attimo è alquanto improbabile raggiungere il successo,
    raggiungere i propri obiettivi e traguardi da infelici, perché
    genereremo reazioni negative, invece che propulsive, combattive,
    positive.


Parole chiave: Aforismi, Credenze Strategiche, Imparare, imparare a
imparare, Muscoli Mentali
03/01/2022 data pubblicazione seconda
edizione.
21/02/2012 Prima edizione