Quando comprendiamo che il linguaggio è performativo (perForma-attivo) cioè
forma, genera la realtà che “crediamo vera”, comprendiamo che certi errori
possono avere effetti molto nocivi e gravi per noi stessi e per gli
altri.
Quando mi capita di sentire una persona che usa il
termine depressione o quando lo sento in un testo di una canzone alle mie
orecchie suona molto più grave degli errori come “scendo il cane, lo
correggiuto, vengo già mangiato” e cose simili che a confronto sono innocue.
Perché usare la parola depressione è come credere che i bambini nascano sotto
i cavoli, o vengano portati dalle cicogne, entrambe le cose sono false non
esistono. Solo che non prescrivono psicofarmaci negli altri casi.
Perché è importante usare il VERBO DEPRESSARE e mai più il SOSTANTIVO
DEPRESSIONE?
Perché usando il sostantivo (nome) invece del verbo che indica azioni,
richiamo di credere che esista una cosa vera, esterna a noi, che si chiama
Depressione che come un Virus possa infettarci, invece di comprendere che nel
99,5% dei casi per sentire le sensazioni del depressare dobbiamo compiere
AZIONI SPECIFICHE.
La Depressione indotta da problemi chimici organici è meno dello 0,5% dei casi
che vengono diagnosticati.
Risulta fondamentale pertanto comprendiamo che per stare male dobbiamo per
forza fare AZIONI specifiche per far sentire alla mente, attraverso il
corpo, ad esempio la sensazione di immobilità o svogliatezza o tristezza, e
così via.
Per SENTIRE tali sensazioni usiamo i muscoli posturali, usiamo il respiro,
quindi attraverso la contrazione muscolare del respiro. Usiamo i muscoli
implicati in ciò che in sintesi chiamiamo “NEURONI SPECCHIO” cioè quando
contraiamo i muscoli facciali per mimare, rispecchiare con il viso, per decimi
di secondi, le emozioni delle altre persone, per cercare di capire cosa esse
provano.
In definitiva il cervello senza il corpo, senza le terminazioni nervose che
contraggono i muscoli semplicemente NON SENTE.
Tony Robbins diceva è impossibile depressre quando si esulta. Al massimo ci si
sente dei cretini ad esultare per niente e ci viene da ridere. Tuttavia se ci
pensiamo un po’ più attentamente non è per niente è per evitare l’avvio del
programma di autosabotaggio.
Uno dei protocolli della Terapia breve strategica è quello di far
contare le antenne ed i camini delle case camminando. Perché posturalmente è
impossibile depressare mentre si guarda verso l’alto camminando
Ovviamente lo scopo del protocollo viene spiegato dopo averlo fatto fare
altrimenti si rischia di non far indurre l’effetto insight (rivelazione). Cioè
se lo si spiega prima la persona potrebbe autosabotare la comparsa
dell’emozione correttiva. E l’emozione correttiva serve perché come ben
sappiamo il cervello sceglie prima attraverso le emozioni che va a radicare in
memoria e poi va in cerca di elementi logici o apparentemente logici per
giustificare a se stesso ed agli altri le proprie scelte.
