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Daniela Lucangeli, come potenziare l’intelligenza numerica, e differenza tra dominio motorio e verbale (esempio nuoto).

Trascrizione del video 0:15 - Buonasera, sì vi parlerò di intelligenza numerica. Però è tutto il pomeriggio che sento parlare di c...

Trascrizione del video

0:15 - Buonasera, sì vi parlerò di intelligenza numerica. Però è tutto il pomeriggio che sento parlare di creatività, di potenziamento dello sviluppo di ciascuno, di cervello che risponde al meglio e quindi sento raccontare storie straordinarie e devo partecipare.

Allora, io sono un logico, che diventa uno psicologo, che fa un dottorato in scienze cognitive e impara a mettere insieme gli studi che si occupano di plasticità cerebrale con gli studi che si occupano di educazione. E quello che ho imparato, lavorando con bambini con disturbi dello sviluppo, è che quello che noi chiamiamo educazione, o fenotipo, o ambiente, o ciò che noi facciamo per aiutare alla crescita ha veramente la possibilità di cambiare non soltanto la storia l'esperienza umana, ma l'informazione alla base, universale, dell'esperienza umana, il genotipo l'informazione genetica con cui noi abbiamo a che fare nelle persone che siamo.

1:19 - Ve lo spiegherò con intelligenza numerica, ma l'obiettivo è quello di condividere un sogno un po' più grande. Vi faccio un esempio: il cervello risponde in millesimi di secondo; allora voi volete sapere quanto potete fare per il cambio di pensiero e di struttura per ogni bambino che cresce? Fate: millesimi di secondo, per centesimi di secondo, per decimi di secondo, per secondi, per minuti, per ore, per giorni, per anni, che un bimbo sta a scuola o condivide la crescita con un adulto e li ho tenuti un numero che tende all'infinito. Quel numero misura la plasticità di sviluppo.

Quindi quel numero indica quanto noi possiamo dare di meglio al potenziamento di ogni funzione o quanto noi possiamo rallentare o peggiorare il potenziamento di ogni funzione. Allora questa idea non è un'idea che vincerà mai nessun premio né ci porterà chissà quali economie di sistema. Però io spero che magari Matteo e Luca diventino ricchissimi e con questa loro ricchezza decidano di investire sulle ricerche che cambiano il futuro, perché cambiano la struttura del futuro, cambiano il meccanismo che determina il pensiero migliore che siamo e che possiamo essere.

2:19 - Ecco con questa speranza adesso vi faccio fare un po' di calcoli. E passiamo a l'intelligenza numerica. Facciamo dei calcoli a mente, facciamo dei calcoli di terza elementare, va bene? Allora io prendo il tempo, perché le scienze cognitive ci insegnano che il cervello non soltanto risponde, ma risponde in maniera veloce, quindi vi dico lo stop.

Quando dovreste rispondere secondo i tempi evolutivi della vostra competenza per età e per intelligenza troviamo 198 + 79 via, stop, (risata del pubblico). Facciamola meno. 198 meno 79, stop. Facciamola per, abbiamo qualche secondo in più, 198 x 79, (risata del pubblico), dai. Facciamola diviso. Ci proviamo? 189 (si corregge) 198 / 79.

3:14 - Bene adesso sembra semiserio, ma invece è serissimo, per il potere conferitomi dall'organizzazione Mondiale della sanità potrei ipotizzare un disturbo cognitivo importante nella vostra intelligenza che si chiama discalculia evolutiva grave, perché? (Risata del pubblico).

Perché il cervello ha delle competenze innate di calcolo che, alla vostra età e per il livello di sviluppo che avete raggiunto anche culturale, dovrebbe essere in grado di evolvere queste proprio elementari condizioni di calcolo immediatamente senza errori.

Sto scherzando? No. Perché non ce la facciamo? (Ride e ride anche il pubblico). Perché non ce la facciamo?

4:14 - Non ce la facciamo perché il cervello risponde a come stimolato. Io racconto ai miei studenti: se io nasco qui, ho lo stesso tipo di informazione genetica per imparare a parlare che se io nasco ad Innsbruck. Ma se io nasco qui parlo un italiano tendente al Veneto, se io nasco ad Innsbruck, io parlo tedesco. Cioè, non c'è soltanto l'informazione genetica, che rende potenziale la funzione, c'è l'informazione ambientale, o educazione, o  fenotipo, che modifica la funzione, ma la modifica strutturalmente non soltanto nel risultato.

Allora l'intelligenza numerica è un dominio straordinario del cervello umano. Noi l'abbiamo evoluto molto prima di evolvere tutte le altre. Quindi, cerco di spiegarvi:

• uno che cosa è,
• due come evolve.

4:59 - Per spiegarvi “che cos'è” vi racconto questa storia delle mucche, perché io ero in questo dottorato ed ero con due mostri sacri della Scienza cognitiva, cioè Brian Butterworth e Stanislas Dehaene ... (continua dopo Approfondimenti).



Approfondimenti:

Daniela Lucangeli

Daniela Lucangeli

https://www.erickson.it/it/autori/daniela-lucangeli

Pronti per la matematica della scuola secondaria.

Brian Butterworth

Brian Butterworth

https://en.wikipedia.org/wiki/Brian_Butterworth

https://www.macrolibrarsi.it/autori/_brian-butterwoth.php

Stanislas Dehaene

Stanislas Dehaene

https://en.wikipedia.org/wiki/Stanislas_Dehaene

https://www.ibs.it/coscienza-cervello-come-neuroni-codificano-libro-stanislas-dehaene/e/9788860307019


5:13 - Eravamo in Irlanda, stava piovendo, loro due che erano già dei grandissimi della ricerca non erano d'accordo su come definirla l'intelligenza numerica e ad un certo punto Brian prende di mezzo me nella discussione mi dice “Daniela look it there”,  guarda la, che vedi? 

Mi sembravan tre pozzanghere. “Better Daniela look and think better”, pensa meglio. Tre animali Brian, si muovono. “Better Daniela, answer better”. Dimmi meglio. Tre mucche, sono sicura, tre mucche. “Better?” Una è bianca, una è marrone, e una a macchie. E lui mi dice “Molto bene Daniela, hai capito che cos'è la cognizione di quantità”. 

E io lì invece di fare bella figura, e di dire “oh che bello” mi ha fatto un complimento questa creatura così grande, invece gli dissi: “senti Brian, ripetimi per piacere, forse non ho capito l'inglese”.  

6:07 - E lui mi ha detto: “Daniela, ascolta, prima di vedere una mucca a macchie, una mucca bianca e una mucca Marrone, prima di vedere tre mucche, prima di vedere tre animali, prima di vedere tre pozzanghere, tu hai cognizionato: tre.

La vostra mente in questo momento, mentre mi ascolta, riceve tantissime informazioni. Il vostro cervello codifica moltissime informazioni percettive: la giacca, il colore della giacca, il colore del vestito, la stanchezza della mia faccia, il suono della mia voce. Anche strutture molto complesse, come il senso delle cose che vi sto dicendo. Ma sotto a tutto questo la vostra mente cogniziona uno. E non potete togliere questa cognizione di quantità da tutte le altre. 

6:47 - È il Teorema di Cantor. I matematici lo spiegano proprio per questo principio, il numero è quello che sta sotto ogni elemento. Perché sta sotto ogni elemento? Come funziona il numero? Funziona per analogia. 

Guardate che meraviglia, se io chiamo bianco il bianco (e indica il proprio cappotto di colore bianco) posso chiamare bianco tutto ciò che percettivamente ci assomiglia. Se io chiamo bottiglia quella cosa che ho qui davanti, posso chiamare bottiglia tutte quelle che magari non ci assomigliano ma hanno la stessa funzione. 

7:18 - Cioè il linguaggio da la stessa etichetta ciò che condivide caratteristiche di tipo percettivo, di tipo funzionale o di tipo semantico. Ma se io chiamo uno ciò che rappresenta la quantità di Daniela Lucangeli, non ha proprio niente da spartire a ciò che io dico uno in questo puntatore. Non ho né caratteristiche né funzioni simili. Eppure io sono uno e questo è uno. La mente è più potente rispetto al numero, astrae da tutto. 

Ma allora perché se è così potente facciamo così tanta fatica con i numeri?
Questo è un meccanismo proprio da capire. 

Allora. Vediamo se riusciamo a mettere insieme i pezzi fin qui raccolti. 

8:03 - Se avete avuto bambini ricordatevelo, gli altri se lo immaginano. Ci mettono in braccio il bambino. Ha poche pochi minuti dalla vita dalla nascita e che cosa succede? 

Alcuni ci dicono che già riconosce l'odore della mamma, ma non è detto che queste ricerche siano così certe nei risultati. 

Altri ci dicono che riconosce la voce della mamma, ma anche su queste ricerche ci sono dei dubbi. 

8:28 - Quello che è certo, certissimo, è che alla nascita il bambino discrimina uno. E all'arrivo del papà, discrimina uno diverso da uno. E all'arrivo dell'infermiera discrimina uno, diverso da uno, diverso da uno. E dentro il 3 che è lo span (span=intervallo) innato di quantità, a pochissimi giorni di vita il bambino è in grado di riconoscere maggiore minore uguale.

8:47 - Come mai è una competenza così potente del cervello? Perché appartiene, da un punto di vista proprio della storia dell'evoluzione, a quando eravamo animali e dovevamo proteggerci. E per proteggersi dovevamo capire se avevamo pochi nemici ho tanti nemici, se erano piccoli o se erano grandi. Ecco che il cervello ha sviluppato sia i meccanismi spaziali che quelli di quantità molto prima che quelli del linguaggio dell'intelligenza sociale. 

9:14 - Solo che come io non imparo a parlare se non me lo insegni, così non imparo a sviluppare una competenza se non la eserciti nel tempo evolutivo giusto. Ecco che il rapporto genotipo e  fenotipo va capito bene. Noi siamo geneticamente tutti intelligentissimi da un punto di vista numerico. Pensate che l'animale più intelligente di tutti è il topo di fogna, è il ratto, è in grado di fare operazioni additiva e sottrattiva e moltiplicative ad una velocità superiore all'essere umano. 

9:45 - Però quello che è fondamentale che noi dobbiamo smettere di pensare che tutto dipende dal meccanismo universale poco dal meccanismo distruzione, perché invece dipende da 100, 100. Cioè a seconda di come noi esercitiamo la funzione questa evolve. 

Vi faccio vedere se ci riesco il filmato di questo piccolo di 4 mesi e di come lui osservando i Dots (punti) e quindi le quantità contemporaneamente metta in moto tutti i meccanismi di attenzione selettiva e di riconoscimento, 4 mesi di vita. 

10:26 - Ma da questi quattro mesi di vita quando accade che noi esercitiamo i meccanismi di quantità? Ben che vada quando comincia la scuola. Cioè N anni dopo. Ma che cosa succede in N anni? Vi faccio l'esempio con il linguaggio. 

10:45 - Che ne sarebbe dello sviluppo del linguaggio se noi esercitassimo i nostri bambini dai 4 anni in poi a parlare? O che ne sarebbe dello sviluppo motorio se noi esercitarsimo i nostri bambini solo quando ce ne viene voglia? E poi meglio dalla scuola materna in poi? 

Avremmo delle disabilità motorie. Avremmo delle disabilità linguistiche. 

Il tempo evolutivo del cervello per rendere plastiche, e al meglio delle potenzialità, quelle funzioni è dalla nascita, perché sono meccanismi innati. 

11:20 - Quindi, il primo obiettivo con cui io sono venuta qui non è quello di spiegarvi quanto bella sia l'idea, ma quanto importante è che noi cominciamo a farla capire alla gente, e far capire che primi 5 anni di vita per le competenze che riguardano la struttura con cui il cervello funziona, anche sulla quantità e sul numero, sono fondamentali.

Invece non c'è mamma e non c'è persona che sappia se per esempio, come si sta seduti prima di camminare, e come si usa un linguaggio per esempio nella lallazione prima che nella parola, nessuna mamma sa cosa viene prima nel meccanismo numerico. 

  • L'ordine stabile? 
  • La cardinalità? 
  • La corrispondenza biunivoca? 

Mi piacerebbe chiedervelo, ma non posso perché ho pochissimo tempo. 

12:05 - Quindi perché così tanti di noi non ce la fanno con i numeri? Il primo perché è fondamentale: nell'età plastica di competenza, noi abbiamo un abbandono educativo ai meccanismi dell'intelligenza che sono invece alla base di questa struttura.  

Poi per fortuna arrivano a scuola. Vero? Che succede a scuola? A scuola succede che la scuola prende a 6 anni competenze che si sono, male o bene, organizzate come hanno potuto, e lei potenzia secondo gli strumenti che ha. Quali strumenti ha? Essenzialmente utilizza, in questo momento ancora, una didattica di tipo verbale, basata su meccanismi fonologici. 

12:47 - Ve li racconto. Leggere insieme a me la parolina APE. A, P, E, viene fuori la parolina APE, io capisco che è quel insettino che sta svolazzando. Cambio l'ordine fonologico, fono logos, la logos è nel fonema, e ottengo PEA. 

Il cervello non accede ad un lessico nella lingua italiana però la P resta sempre P, la E resta sempre E, la A resta sempre A. Cioè la logos è collegata al fonema almeno nelle lingue trasparenti come la nostra.

13:22 - Guardate i numeri 1 (uno)  2 (due) e 3 (tre) diventano 123 (cento-venti-tre)

2, 1, 3, diventa 213 duecentotrrrrredici. L’uno si legge trrrrredici. Si legge tre e vale dieci.

La grammatica cognitiva numerica non ha niente a che spartire con la grammatica attraverso cui non leggiamo e scriviamo. È una grammatica che gli insegnanti chiamano di valore posizionale delle cifre. Noi chiamiamo meccanismo viso spaziale. Un giorno questo meccanismo ci porterà a dire 21 terzi, 21 alla terza, 2 alla tredicesima, n alla n.

Noi manterremo una grammatica viso-spaziale e non avremo più niente dei meccanismi fonologici. 

Ma a scuola di tutto questo sappiamo, per esempio se io vi raccontassi che insegniamo base maggiore più base minore per altezza diviso due non vi stupirebbe vero?  

14:19 - Allora io vi vorrei far capire che cos'è insegnare così il meccanismo geometrico. Per farlo magari lo faccio sul nuoto. Ho finito il tempo ma lo faccio lo stesso. C'è qualcuno di voi che non sa nuotare? Ecco ora ve lo insegno. Vi vedo poco ma ve lo insegno. Però voi concentrati, perché stiamo rendendo plastica una funzione cerebrale fondamentale, ci proviamo. 

14:45 - Vi immaginate sul bordo di una vasca, magari di una piscina. Vi date una spinta degli arti posteriori tale per cui la vostra discesa in acqua sia quanto più verticale che orizzontale. Ci siamo? 

Vi rappresentate l'asse simmetrico del vostro corpo in modo che la spinta della gamba sinistra corrisponde alla spinta del braccio destro e viceversa. Attenti alla rotazione del collo perché quando la bocca è parallela al pelo dell'acqua dovete inspirare, perpendicolare espirare. Capito tutto? 

Ripetiamo 10 volte insieme a me. Mi do una spinta degli altri posteriori, fa finta di aver ripetuto 10 volte. Fa finta di aver preso 10 su 10 su tutte le prestazioni. Buttati! 

Che succede? Muori. Perché affoghi? Perché affoghi? (Il pubblico ride e poi applaude.)

15:31 - Affoghi perché il cervello è intelligente, è intelligentissimo il cervello. Io non ho reso plastico il dominio motorio, ho reso plastico il dominio verbale, la memoria fonologica. 

La memoria fonologica non può modellare la funzione motoria, può accompagnare la funzione motoria, non può esercitarla al meglio, anzi ne assume tutte le potenzialità le energie cognitive. 

16:00 - Allora, vi leggo che cosa mi dice Giorgio, che è uno dei primi bimbi falsi positivi, cioè un bimbo non discalculico, come non lo siete voi. Quando gli abbiamo chiesto come eseguiva le moltiplicazioni scritte. E lui mi ha detto: 

“Metto in colonna giusto. Poi faccio il primo numero sopra per l'ultimo numero sotto. No, no, ho sbagliato a dirti. Il primo numero sopra delle unità per il primo numero sotto. Il secondo numero sopra per il secondo numero sotto, e così via fino a che li consumo tutti quelli sopra. Quando gli ho finiti faccio la stessa cosa con il secondo numero di sotto e di consumo tutti quelli di sopra e quelli di sotto. Quando ho finito faccio segno di risultato e poi faccio la più. Mi pare che non ti ho detto che devo stare attenta a incolonnare sono i numeri vengono tutti storti”

16:45 - Cosa ci ha raccontato Giorgio? C’ha raccontato la procedura verbale della moltiplicazione, esattamente come io vi ho raccontato la procedura verbale del nuoto.

Pensate a quello che vi ho detto prima, il cervello apprendere in millesimi di secondo, rende plastica la sua funzione in millesimi di secondo. Mettetelo alla scuola: secondi, minuti, ore, giorni, anni che un bimbo sta a scuola. 

Quello che Vygotskij chiamava la zona di sviluppo prossimale del cervello che il meccanismo fondamentale, cioè la scuola aiuta ad ottenere il meglio della funzione. Se viene esercitata una funzione sbagliata sicuramente non lo può ottenere 

Qui non trovo la mia ultima diapositiva, ma la mia ultima diapositiva diceva così: che non sono venuta tanto per spiegarvi che quest'idea è grande. Sono venuta per spiegarvi che qui si tratta veramente di capire che è l'uomo che modifica l'uomo. 

Mi è piaciuto un'immagine bellissima che mi ha dato un mio collega, che è un chimico che si occupa di farmaci, di farmaci importanti per il cervello e per le malattie degenerative. Lui mi ha detto ecco Daniela sai cosa faccio, io ti do l'idraulico liquido, io faccio in modo che le strutture si sturino, ma sei tu che dopo ci devi mettere il meglio della persona. E con questo che io vi volevo salutare stasera. (Applausi del pubblico). 

FINE TRASCRIZIONE VIDEO.


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