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Referente Interno o Referente Esterno nell'apprendimento. Perché lo siamo in situazioni diverse.

Un esempio di REFERENTE INTERNO nell'apprendimento. Nella mia vita ho lavorato con un grande artista, Massimo Varini, uno de...

Un esempio di REFERENTE INTERNO nell'apprendimento.

Nella mia vita ho lavorato con un grande artista, Massimo Varini, uno dei più grandi arrangiatori e chitarristi italiani, le sue chitarre sono su decine e decine di milioni di dischi, ed ha sfornato più manuali di chiunque altro in Italia per la chitarra e per la musica. In termini di apprendimento e insegnamento Massimo è per lo più autodidatta. 

Non che non abbia avuto dei maestri, quanto per il fatto perché come mi disse è uno dei pochi in Italia che si prende la briga di leggere i manuali fino in fondo. E lo so perché ne sono testimone avendo lavorato con lui. Gli ho visto masticare manuali, tomi interi, come se fossero gomme da masticare, pagina dopo pagina, se li è studiati ed imparati come un treno.

Massimo una volta mi disse "diffidare da chi ha bisogno sempre in continuazione di altri insegnanti".

Deve essere proprio così? No. E questa frase è comprensibile perché è stata detta da uno che per situazione di vita si è trovato molto a formarsi da solo o attraverso le occasioni della vita.

Direi piuttosto che domanda corretta è quando è bene che sia proprio così? Cioè quando è bene che uno riesca a formarsi da solo, senza insegnanti?

Mi spiego meglio. È consuetudine che la maggior parte delle persone abbiano bisogno per apprendere di altri insegnanti inteso IN CARNE E OSSA, in presenza, perché questo è il modello collettivo scolastico che la nostra società usa per trasferire la conoscenza.

Questo modello dovrebbe portare ad imparare come apprendere in modo indipendente e anche attraverso "TEST esperienziali". Tuttavia questi elementi nelle nostre scuole sono assai trascurati. 

Pertanto, come direbbe la programmazione neuro linguistica, la maggior parte di coloro che hanno sempre bisogno di altri insegnanti non hanno ancora appreso come essere "referenti interni". 

Perché chi cerca "sempre" un insegnante che gli dica o certifichi la capacità di fare qualcosa, di fatto  non sa come auto-valutarsi. A volte questo accade perché gli hanno insegnato che non può farlo da solo.

Certo come società ci siamo organizzati che ci siano dei passaggi di valutazione "certificati" da certificatori qualificati. Solo che la generalizzazione di questo modello, utile per rilasciare una patente, o l'abilitazione di un lavoro che comprende dei rischi per la società, può diventare estremamente limitante per alcuni che si convincono che questo modello sia presente in ogni situazione di apprendimento.

Vi stupirà forse sapere che alcuni bravi formatori o insegnanti sia di musica come Varini, che di ballo come il sottoscritto o di altre discipline artistiche si sono formati molto attraverso l'autoapprendimento, oppure per la maggior parte su libri, manuali e/o sulle video, videocassette o audio cassette di una volta.

Un esempio? Brian Tracy. Lui stesso nel suo Libro "Abitudini da 1 Milione di Dollari" racconta:

LA CHIAVE DEL SUCCESSO.

Poi un giorno iniziai a pormi la fatidica domanda: "Perché alcune persone hanno più successo di altre?" e, in particolare, "perché alcuni venditori hanno più successo di altri?"

Cercando una risposta a quella domanda, feci qualcosa che mi cambiò la vita e diede il via alla costruzione di un'abitudine che influenzò profondamente il mio futuro. Andai a chiedere al venditore più brillante della mia azienda che cosa stesse facendo di diverso da me; lui me lo disse. Io feci ciò che lui mi aveva detto [pragmatismo] di fare e le mie vendite aumentarono.

Nel Vangelo di Luca (Luca, 11:9) si dice: "Chiedete e vi sarà dato". Presto presi l'abitudine di cercare di ottenere da chiunque, in ogni modo possibile, le risposte di cui avevo bisogno per migliorare più rapidamente.

Iniziai a leggere libri sulla vendita e a mettere in pratica ciò che imparavo. Ascoltavo programmi audio mentre camminavo o guidavo.

Quindi, in termini lavorativo, se uno ha una buona capacità di apprendimento e buona capacità di autovalutazione e correzione (continua nel tempo) e non ha limitazioni sociali in termini di licenze, l'unico giudice sarà il mercato, quindi saranno gli altri poi a giudicare la bontà della sua preparazione. 


Referenti esterni nell'apprendimento.

Tutti in momenti diversi della vita siamo stati referenti esterni. Ovvero abbiamo preso come referente, opinioni, informazioni altrui. 

Le migliori tecniche di apprendimento (ad esempio la Condizionamento Neuro-Associativo di Tony Robbins) insegnano di trovare altri da cui apprendere ciò che vogliamo imparare (io uso dire per evitare di riscoprire la ruota). 

Esistono tuttavia situazioni di studio di apprendimento, di lavoro che comprendono il dover testare opinioni attraverso esperimenti e di verificarne l'efficacia. Queste situazioni richiedono strategia di referenza interna, per riuscire a valutare il proprio operato (i test) e necessitano la conoscenza dei 3 livelli di apprendimento.


I 3 livelli di apprendimento:

Livello 1: imparare,

Livello 2: imparare a imparare (questa è tattica cioè fare ordine),

Livello 3: imparare a meglio imparare ad imparare (questa è strategia cioè arrivare dal punto A al punto B con il maggiore vantaggio operativo).

Se una persona è al livello 2, non può pretendere che chi è al livello 1 sappia o comprenda la possibilità migliorare o cambiare la propria modalità di apprendimento.

Quando si inizia a padroneggiare i 3 livelli, ad esempio attraverso l'aumento delle skill di comunicazione (come semantica, sintattica e pragmatica) e si hanno capacità di gestione della  pragmatica della comunicazione cioè l'effetto, l'azione e retroazione della stessa, allora è possibile apprendere e subito insegnare ciò che si apprende.

Comprendiamo ora che tipo di accelerazione può portare il padroneggiare i 3 livelli? 

Faccio un esempio per essere più chiaro. Se il livello 1 è studiare una materia, se non ho conoscenze ordinate, cioè un metodo, la mia modalità di studio non sarà efficace. Ci saranno tante dispersioni di tempo ed energie.

Se invece conosciamo e padroneggiamo un metodo di apprendimento efficace (Livello 2), usando tecniche di memorizzazione, possiamo ridurre, a parità di risultato, il tempo impiegato per apprendere delle determinate informazioni della materia di studio.

Se al metodo di apprendimento, cioè memorizzazione efficace, aggiungo un metodo di lettura veloce, e degli accorgimenti che riducono i così detti momenti grigi di apprendimento durante i quali si abbassa la capacità di memorizzazione, otteniamo sempre a parità di risultati, ulteriori e significative riduzioni di tempo impiegato.


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