HIDE

Snippets NO!

FALSE

Pages

Header Ad

//

Per PROTEGGERE gli ALTRI alimentiamo o aggraviamo il Problema.

La psicologia moderna, quella che non tratta chi sta male come il proprio bancomat personale da continuare a spremere, ma come qualcuno...

La psicologia moderna, quella che non tratta chi sta male come il proprio bancomat personale da continuare a spremere, ma come qualcuno da aiutare il prima possibile e nel modo più efficace possibile, insegna: se non sei parte della soluzione, o sei parte del problema o sei parte di ciò che mantiene il problema.

Tutti quelli che finiscono a chiedere aiuto alla psicologia breve strategica apprendono che il buon cuore, e l'errata educazione di chi li circonda, sono parte del problema / alimentano il problema.

Le persone che proteggono

alimentano il problema.

Ripeto perché forse era abbastanza chiaro.

Le persone, i famigliari, gli amici, che proteggono chi soffre di una fobìa, in genere pensano o credono che quel comportamento protettivo sia giusto; che possa aiutare veramente la persona sofferente o non arrecare ulteriori sofferenze.

Invece quel proteggere, spesso alimenta o aggrava il problema.

Molti a questo punto hanno quello che in psicologia viene chiamato effetto insight. Per dirla in italiano, semplice, diremmo che gli si è accesa come una lampadina, come se avessero avuto una rivelazione.

E perché accade questo? So che non hai voglia di leggere e pertanto te la dirò in modo brutale: chi ha una fobìa, cioè una paura, sta evitando con tutto se stesso di affrontare qualcosa.

La cibernetica (luca che paroloni, mi hai perso), aspetta!!!

Allora, abbiamo scoperto che non sono gli eventi traumatici a provocare il dolore che proviamo successivamente. Perché il passato è andato. Quindi cos'è che lo fa rivivere nel presente?

E' la convinzione che il proteggerci da ciò che vogliamo evitare, sia un comportamento sempre efficace. Senza accorgerci invece che proprio quegli evitamenti, possano essere il problema e mantenere o aggravare la paura stessa.

O meglio, quegli evitamenti fanno riemergere una paura di qualcosa che cerchiamo di evitare in ogni modo.

Qualcun altro dopo queste parole ha la rivelazione.

Perché altri / altre non hanno questa rivelazione? Quella cosa che ci fa allargare gli occhi ed esclamare aaaaaa ecco! Perché a costoro non accade?

Perché le credenze se perpetrate, creano talmente tante connessioni sinaptiche che diventano convinzioni, e le convinzioni sono refrattarie ai cambiamenti.

Quando ripetiamo dei comportamenti si creano talmente tante connessioni sinaptiche che gli stessi diventano automatici, inconsci, abitudinari.

E l'uomo prima crea l'abitudine, poi l'abitudine modella (o piega) l'uomo.

Sono riuscito, spero, a spiegarti questa cosa senza usare il concetto di ciclo cibernetico. Ma ogni evitamento che ripetiamo, ripropone (rinforzandolo) il ciclo precedente così strutturato:

  1. Ci troviamo di fronte a qualcosa che vogliamo evitare;

  2. La paura ci ricorda in modo inconscio come abbiamo fatto in precedenza ad evitare;

  3. Se non è accaduto niente, questo a parere nostro, ci conferma che l'evitamento abbia avuto successo, terzo escluso.

"Porca pu#@%$! Il terzo escluso, che cavolo è luca il "terzo escluso" ? Non capisco!!!"

È ciò che non ci fa vedere oltre al nostro naso!

Seguimi. Se c'è un terzo escluso vuol dire che ci sono un primo ed un secondo non esclusi quindi molto ben conosciuti. ;-)

  1. Il primo è: se evito avrò successo.

  2. Il secondo è: se affronto allora tanto dolore, troppo dolore, perdita del controllo o morte!

  3. E il terzo escluso che cavolo è?
    È aver cancellato la possibilità che affrontando ciò che evitiamo, in modi non presi in considerazione, quindi evitando l'evitamento, si possa avere o un successo superiore oppure semplicemente niente! E quindi la paura non aveva ragion d'essere.

Nota pertanto che la logica stringente, anzi iper stringente, che riduce la realtà a solo 2 possibilità: è il vero problema.

Tranquillo sei in enorme compagnia, perché praticamente tutti una o più volte nella vita cadiamo in questa auto trappola, che costruiamo noi stessi con I nostri strumenti linguistici, che spesso riducono la realtà in sole 2 possibili descrizioni (terza esclusa):

  • Bello o brutto,
  • Giusto o sbagliato,
  • Legale o illegale,
  • Sano o malato.

Mentre come spiego spesso questo modo di descrivere la realta' non riuscirebbe mai a spiegare l'acqua tiepida, o le sfumature di grigio o le sfumature dei 16 milioni di colori che (se ben allenato) l'occhio umano è in grado di vedere.

Se mi hai seguito fino a qui, a mio avviso la tua determinazione è eroica. Se hai letto questo perché soffri di qualche fobìa, ti consiglio la lettura Psicosoluzioni.

Psicosoluzioni - Giorgio Nardone

Se invece eri solo curioso, allora ora ti sarà chiaro perché andando di domenica a passeggiare in un sentiero panoramico molto bello come il Globoiner all'aria aperta in mezzo al bosco, il 90% delle persone invece di respirare quell'aria pulita che a Trieste non hanno, portino la mascherina, in sentiero, comportamento che non ha nulla di scientifico, ma è solo conformista, buonista o fobico.

Frena, non arrabbiarti, non scagliarti contro, non chiamarli covidioti, so che la tentazione è forte, solo che questo non ci aiuterebbe a comprendere cosa li ha portati a comportarsi veramente così. Ci allontanerebbe dalla conoscenza certa e quindi dalla comprensione.

Quello che li porta a comportarsi così sono 2 forze potentissime:

  • La prima è la paura fobia del virus, che nasconde la paura della perdita del controllo (nel caso specifico della salute), oppure nasconde la paura di morire;

  • La seconda è l'intenzione di proteggere gli altri, senza rendersi conto che proprio questa protezione è esattamente ciò che mantiene e alimenta il problema.

Mi auguro che questa mia ultima frase abbia acceso in te un effetto insight, perché quando accade questo, ci rendiamo conto che perpetrando il comportamento protettivo, manteniamo o alimentiamo il problema.

Ed è proprio questa comprensione che all'interno delle famiglie porta ad interrompere dinamiche disfunzionali, distorte, degenerative.

Per proteggere gli altri manteniamo o alimentiamo il problema.

Più questa consapevolezza entra dentro di noi, più riusciremo ad uscire da questa psico-trappola collettiva nella quale ci siamo, o ci hanno, intrappolati.

Se mi hai letto fino a qui e avevi questa consapevolezza, hai sicuramente capito che questo messaggio non era per te.

Se anche la tua domanda è come comportarsi con coloro che sono dentro alla psico-trappola? Per ora ti posso dire, senza saper usare linguaggi ipnotici, che le domande possono avere una forza dirompente. 

Nessun commento