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Come essere felici e raggiungere i propri obiettivi usando l'ALLEGRIA.

Che titolo impegnativo eh? ;-D ... Come essere felici e raggiungere i propri obiettivi. Eppure da tutto quello che sto leggendo, imparando, ...

Che titolo impegnativo eh? ;-D ... Come essere felici e raggiungere i propri obiettivi.

Eppure da tutto quello che sto leggendo, imparando, riflettendo, converte verso un pensiero sempre più chiaro che riassumo in 2 parole: allegria attiva

Per scompattare questo concetto ho bisogno di ripercorrere le nozioni che mi hanno portato a questa sintesi.

Richard Wiseman nel libro "59 secondi" confuta attraverso molti studi scientifici molte teorie usate dai più famosi formatori al mondo, come Anthony Robbins (il primo da cui le ho imparate), o Alfio Bardolla (la versione italiana, riveduta e corretta con particolare focus all'educazione finanziaria).

Eppure per arrivare alla riflessione di questa mattina il percorso è stato lungo e pieno di libri, di letture, di autori e di interiorizzazione e riflessione.

Non credo di aver scoperto nulla, ma solamente riscoperto qualcosa, e la mia abilità è quella di precisarne i termini.

Mi spiego meglio. Anothony Robbins il più famoso formatore al mondo, usa diversi ingredienti per motivare i propri lettori o seminaristi. Durante i propri seminari usa il metodo di potenti ancoraggi positivi (ad esempio la pirobazia), ed usa come leva il dolore.

Cos'è un ancoraggio: (Spiegazione)

Nei suoi libri "Unlimited Power" (Potere Illimitato) e "Aweken the Giant within" (Risveglia il Gigante che c'è in te), tradotti in italiano con i titoli "Come ottenere il meglio da sé e dagli altri",  "Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario" 

Certo, tra piacere e dolore, e meno dolore, noi tendiamo a scegliere statisticamente per il meno dolore, invece che per il piacere. Ed è anche la nostra lingua, (come anche molte altre lingue come l'inglese, l'americano, e altre) che ci influenza perché abbiamo almeno 2 termini negativi per ogni termine positivo. Quindi risulta statisticamente più facile cadere nell'uso di termini negativi che positivi.

Ma proseguiamo nel percorso che mi ha portato alla sintesi e correzione di alcune teorie. Nel desiderio di comprensione di come si fa ad essere felici, e come si fa a raggiungere i propri obiettivi, leggendo Wiseman scopro che da gruppi di test scientifici è emerso che non sono gli obiettivi che rendono felici, ma è la felicità che ci permette di raggiungere gli obiettivi (e goderne). 

In qualche modo questo confuta uno degli elementi di insegnamento di Anthony Robbins: di usare la leva del dolore per spingersi in modo reattivo e parzialmente propositivo (la proattività è usare la leva del dolore, la reattività è la repulsione del dolore che ci spinge verso l'obiettivo prescelto).

Sempre Wiseman racconta di altri gruppi di test scientifici che confutano anche la tecnica della visualizzazione per raggiungere i propri obiettivi. Statisticamente è emerso che può fare più danni che risultati.

Allora come mi spiego il successo di Anthony Robbins? Avendo lavorato nell'industria discografica potrei usare una metafora, cioè un po' come mi spiego perché certe Rock Star riescono e sono così diverse le une dalle altre. Oppure potrei usare un parallelismo più culinario, e cioè un po' perché certe pietanze diventano tanto famose è diffuse: cioè il mix di ingredienti.

Il mix di ingredienti di Anthony Robbins funziona su una massa di individui abbastanza ampia ma statisticamente non è la maggioranza degli individui che vengono in contatto con le tecniche di Anthony Robbins. Quindi a mio avviso è anche il volume di persone che Anthony è riuscito a contattare attraverso la sua comunicazione a far si che comunque emerga una quantità di casi di successo abbastanza ampio da essere notato, rilevante. Ma è un po' come mostrare la minoranza che ha tratto vantaggio dei sui insegnamenti, senza vedere la maggioranza che invece non nè ha tratto profitto. E i dati statistici di questa riflessione mi sono stati forniti dalle libro di Wiseman che riassume moltissime ricerche scientifiche.

Ok l'ho presa un po' larga ora stringo.

Ieri ho letto alcune cose di Bardolla e Wiseman che mi hanno fatto convergere su un pensiero cristallino.

Bardolla nel suo articolo ... spiega sapientemente la differenza da Desideri e obiettivi (spiega), e poi suggerisce di usare le visualizzazioni per raggiungerli.

Ma Wiseman nel suo libro "59 secondi" in parte confuta l'efficacia delle visualizzazioni (tecnica ampiamente usata da Anthony Robbins e altri formatori). (spiega perché non funziona)

Inoltre in un'altra parte del libro racconta di gruppi di ricerche scientifiche dalle quali emerge che non sono gli obiettivi che rendono felici, ma è la felicità che ci permette di raggiungere gli obiettivi (e goderne). 

A questo punto molti pensieri e nozioni dentro di me convergono, e desumo:

La maggior parte dei formatori spinge a trovare quello che piace per raggiungere il proprio benessere personale ed economico. Perché facendo una cosa che piace, la si farà in modo leggero, divertendosi, senza stancarsi, anzi pieni di voglia, divorando le ore e il tempo in cui si fa questa attività.

Ok questo cosa produce? Una persona che fa una cosa con dedizione, divertendosi, godendo di ciò che fa. Per questo diventa più bravo degli altri, per questi ingredienti: +ore su questa attività +desiderio di approfondire +divertimento nel fare questa attività = l'attività non toglie energia anzi ricarica, e non si vede l'ora di tornarla a fare = passione.

Benissimo! Eppure questo è il metodo meno evoluto, diciamo più "primitivo" dove primitivo è semplicemente il contrario di "meno evoluto".

Dove voglio arrivare. A tre riflessioni:

1. Questa è una attività REATTIVA non ATTIVA, proattiva. Ovvero il godimento lo troviamo fuori da noi, e ci attacchiamo ad esso e da esso traiamo energia, gioia, godimento, piacere. Chiaro che come ci hanno insegnato Watzlawich e Nardone, non è un sistema lineare ma un sistema ciclico, quindi una cosa alimenta l'altra. E quindi ciò che era reattivo nel ciclo poi diventa attivo: Reagisco ad una cosa che mi piace -> Agisco cercando ancora una cosa che mi piace -> e reagisco alla cosa che mi piace; in un ciclo che può andare avanti all'infinito.

2. Quanti riescono a trovare questa attività esterna che fa scattare questo ciclo? A mio avviso la minoranza.

3. E comunque è ancora una cosa su cui non abbiamo il controllo diretto, un po' come l'illusione di cercare l'anima gemella, è ovvio che non esiste ma qualcuno decide che quella sia per determinati motivi.

ECCO CHE FINALMENTE ARRIVO AL PUNTO:

Ricordatevi: non sono gli obiettivi che rendono felici, ma è la felicità che ci permette di raggiungere gli obiettivi (e goderne).

Per essere Attori e non Reattori, per essere ProAttivi, e non Reattivi a qualcosa allora è una questione di Autogenesi della felicità. Cioè siamo noi che dobbiamo generare la felicità per essere felici e raggiungere gli obbiettivi e goderne ed essere ancora più felici.

Ok, da buon investigatore delle parole e dei concetti, e da pignolo controllore mi chiedo: quali sono gli ingredienti della felicità.

Contentezza, divertimento, soddisfazione, giocosità, gaudio, gioia, serenità, + una parola che sembrerebbe essere solo italiana: ALLEGRIA.

A questo punto mi viene in mente che i Greci più di 2000 anni fa facevano molta fatica a capire il concetto di moto degli astri (delle stelle) perché nel loro linguaggio non avevano una parola per descrivere questa cosa, ed hanno dovuta inventarla per riuscire a pensare e comprendere il moto degli astri. Oppure l'esempio della parola Kaizen, che esiste in giapponese, e non nelle altre lingue, tant'è che lo stesso Anthony Robbins (o il traduttore italiano per lui) ha proposto un neologismo COCOMI (COntinuo e COstante MIglioramento) che non ha preso ancora molto piede (continua a spiegare)).

Cosa ci insegna questo? Che quando manca una parola, la nostra mente fa fatica a trattenere un significato, una nozione.

Nella nostra lingua abbiamo una splendida parola che non esiste in altre lingue: Allegria. Pertanto siamo dotati di un vantaggio cognitivo che ci permette di intuire una cosa. Che cos'è l'Allegria, è una sensazione di contentezza.  Anche questa può essere Reattiva o Proattiva.

Reattiva a qualcosa che mi genera contentezza, oppure Proattiva nel senso che oggi mi sveglio e decido di divertirmi di giocare, di stare bene di essere Allegro. Noi italiani conosciamo bene la giocosità dell'allegria.

ECCO TROVATO IL CONTROLLO DELLA FELICITA', ECCO TROVATO L'INGREDIENTE STATISTICAMENTE VANTAGGIOSO PER RAGGIUNGERE I PROPRI OBIETTIVI.

Certo non è l'unico ce ne sono altri, come Focus, ecc (scrivi quali). Ma questo è quello che permette di essere felici e di godere del viaggio per raggiungere gli obiettivi e di essere PROATTIVI (esempio Richard Branson business divertente.. esempio banca... esempio cartelloni... non è il business divertente, è lui!)


 

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